Spazio alle dichiarazioni post-partita a 'San Siro': i rossoneri del tecnico lusitano erano chiamati a tornare alla vittoria dopo due pareggi consecutivi

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Grafica TOP e FLOP, le pagelle del Milan per le partite di Serie A, Europa League, Coppa Italia 2026-2027 | AC Milan News

Milan-Lecce 3-0: Top e Flop rossoneri, le pagelle della partita di 'San Siro'

Rúben Amorim, allenatore rossonero, ha parlato a 'DAZN' al termine di Milan-Lecce, partita valida per la 5^ giornata del campionato di Serie A 2026-2027 che si è svolta stasera allo stadio 'Giuseppe Meazza' di San Siro, a Milano. Ecco, dunque, le sue dichiarazioni.

Milan-Lecce 3-0, così Amorim nel post-partita di 'DAZN'

Sulla partita: "Siamo migliorati molto. Penso che la libertà dei giocatori, il movimento e soprattutto gli inserimenti da dietro abbiano fatto la differenza. Non siamo stati solo una squadra che gestisce il pallone, ma anche una squadra pericolosa quando ha spazio per correre, e questo è stato un fattore chiave stasera. Abbiamo controllato la partita, sapendo che l'avversario aspettava un nostro errore, e l'abbiamo gestita molto bene. Abbiamo difeso con solidità e, nel complesso, è stata una bella vittoria".
Le dichiarazioni a 'DAZN' di Rúben Amorim (allenatore AC Milan) nel post-partita di Milan-Lecce (Serie A 2026-2027)

Sul Milan che ha totalizzato 11 punti in 5 partite: solo Nils Liedholm, tra gli allenatori stranieri, era partito meglio: "È una bella curiosità, ma il momento è diverso, è un'epoca nuova. Abbiamo ancora molto da fare, ma stiamo giocando meglio e stiamo migliorando. La cosa più importante, però, è che stiamo imparando. Nelle ultime partite abbiamo avuto qualche difficoltà perché avevamo una struttura davvero troppo rigida nelle posizioni, mentre oggi i giocatori avevano un po' più di libertà e, con un po' più di libertà, giocano meglio".

Su quanta distanza c'è con Inter e Roma: "Credo che siano distanti: se guardi al nostro modo di giocare e agli avversari, e se parli di Roma e Inter, penso che abbiano avuto più tempo come squadra. Si vede che i meccanismi ci sono e sono più chiari rispetto al nostro gruppo, ma non abbiamo perso così tanti punti. Abbiamo lasciato due punti contro la Lazio e a Torino contro la Juventus, quindi non è tutto da buttare. A volte sembra così, specialmente dopo gli ultimi risultati, ma dobbiamo bilanciare le cose. Oggi abbiamo vinto, sapendo però di aver affrontato una buona squadra che sta facendo bene. Ogni avversario è diverso e a volte avremo qualche difficoltà in certe partite: fa parte del processo. Penso che dovremmo avere più punti, perché se vedi come sono andate le gare, contro la Juventus, pur non giocando benissimo, eravamo a trenta secondi dal portare a casa altri due punti, e contro la Lazio, considerando i due tempi, meritavamo qualcosa in più".

Sulla gestione di Luka Modrić: "È un giocatore che ha bisogno di toccare molto il pallone per darci il meglio di sé, ma è pronto per giocare ogni partita in cui ne abbiamo bisogno: la stazza fisica non conta poi molto. In alcune gare, come nel primo tempo contro la Lazio, se trasformiamo la partita in un continuo botta e risposta di transizioni, non è un buon contesto per Luka, così come non lo è per Ardon Jashari. Dobbiamo semplicemente fare il gioco che permette alle nostre caratteristiche di brillare. Quando affrontiamo questo tipo di partite, contro blocchi bassi, possiamo usare molto Modrić; per le altre vedremo, ma penso che sia pronto per giocare qualsiasi tipo di gara. È pronto per giocare ogni partita".

Su come gestirà le scelte di formazione in futuro: "Penso sia una questione di osservazione delle partite e delle caratteristiche dei singoli. Certamente ascolto i giocatori, ma per un allenatore, specialmente in una grande squadra, è impossibile prendere decisioni solo ascoltandoli. Li vedi, cerchi di capirli, ma ogni giocatore tende a spingere il gioco verso le proprie caratteristiche, e in quel modo costruire un'identità diventa difficile. Quindi la decisione finale è sempre la mia. Quello che ho percepito nelle ultime partite, e che avevo già provato allo stesso modo al Manchester United, motivo per cui non posso commettere di nuovo lo stesso errore, è che a volte non abbiamo le caratteristiche ideali per giocare in un determinato modo. Se non le abbiamo, dobbiamo adattarci un minimo: penso che oggi la costruzione a quattro abbia funzionato, mentre in un'altra gara potremo tornare alla costruzione a tre. La cosa fondamentale è avere diversi modi di giocare, specialmente in Italia, perché qui gli allenatori sono davvero intelligenti: marcano benissimo a uomo e, quando perdono un po' i punti di riferimento su ciò che vogliamo fare, per loro diventa più difficile. Allo stesso modo, infatti, a volte è difficile anche per me decifrare la mobilità delle altre squadre".

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