Filtra totale serenità dai vertici societari: smentite le voci di rottura con lo svedese. Ecco come funziona davvero la catena di comando e perché Zlatan resta intoccabile.

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Milan, Ibrahimovic: "La top 3 di sempre? Ronaldo poi metto ..." (screen Gazzetta.it)

Milan, Ibrahimovic: "La top 3 di sempre? Ronaldo poi metto ..."

Nel fitto polverone che spesso circonda il pianeta Milan, uno dei temi più caldi e dibattuti dell'ultimo periodo riguarda indubbiamente la figura di Zlatan Ibrahimovic. Le indiscrezioni estive hanno dipinto scenari di forti tensioni interne, spaccature nei corridoi di via Aldo Rossi e persino clamorosi litigi tra l'ex fuoriclasse svedese e la proprietà. Secondo quanto raccolto dalla nostra redazione attraverso fonti vicine all'ambiente societario rossonero, la realtà dei fatti è decisamente opposta. Gerry Cardinale ha voluto fare totale chiarezza, smontando pezzo dopo pezzo quelle che vengono etichettate internamente come pure e semplici fake news di mercato.

Gerry Cardinale, managing partner del fondo RedBird e proprietario AC Milan, con il suo Senior Advisor per il club rossonero, Zlatan Ibrahimović

Nessun dramma e nessuna lite: ecco la vera gerarchia

Il primo punto da chiarire per spegnere i rumors riguarda la convivenza professionale tra la proprietà e l'ex attaccante. Dall'entourage di RedBird filtra la smentita categorica di qualsiasi tipo di scontro: tra Cardinale e Ibrahimovic non c'è mai stato alcun litigio, bensì un confronto costante e costruttivo sulle mosse da attuare per il bene del club. Per comprendere a fondo la situazione, però, è fondamentale capire bene la reale catena di comando in via Aldo Rossi. Ibrahimovic è un dipendente diretto di RedBird Capital Partners e agisce in veste di consulente personale per le questioni strettamente calcistiche. Tradotto: presidia, consiglia, ma non decide. La decisione ultima, ci tengono a sottolineare internamente, è solo di Gerry Cardinale. Ibrahimovic lavora per Cardinale, non il contrario. Quindi la linea di comando e di responsabilità è chiara.

Ibrahimovic ambasciatore negli USA e il valore per RedBird

Chiarita questa cosa, la difesa della figura di Ibrahimovic da parte della proprietà non si limita alla gestione quotidiana di Milanello, ma si estende al valore strategico e globale del personaggio. Chi pensava a un Ibrahimovic isolato o ridimensionato a causa dei suoi impegni televisivi a Los Angeles sottovaluta l'onda lunga del suo impatto commerciale. Fonti interne sottolineano come Zlatan sia stato accompagnato dai vertici societari persino alla Casa Bianca, a dimostrazione di una considerazione istituzionale altissima. Negli Stati Uniti il brand di Ibrahimovic è un motore formidabile, un vero e proprio ambasciatore del Milan nel mondo in grado di generare un valore e un'attrattività unici. Le critiche piovute sul suo operato vengono quindi liquidate dalla proprietà come frutto di disinformazione e superficialità.

Un vuoto di comunicazione ormai colmato

Se le tensioni e i litigi vengono derubricati a inventate voci estive, la proprietà rossonera riconosce un unico reale problema emerso negli ultimi mesi: un evidente vuoto di comunicazione. La mancanza di dichiarazioni ufficiali e la distanza mediatica hanno permesso alla narrativa esterna di speculare sul ruolo di Zlatan e il suo operato al Milan. Ora la rotta è tracciata. Con una catena di comando cortissima, una struttura snella e la presenza costante della proprietà in prima linea, l'obiettivo è raccontare solo la verità dei fatti direttamente ai tifosi, lasciando che a parlare per il futuro di Ibrahimovic e del Milan siano esclusivamente i risultati sul campo. E voi, amici rossoneri, come valutate il ruolo e l'operato di Ibrahimovic? Credete in queste smentite o pensate che siano solo di facciata? Condividete il vostro pensiero nei commenti qui sotto!

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