Analisi degli episodi arbitrali al Mapei Stadium: Francesco Fourneau e il VAR dimenticano due trattenute solari in area. Clamoroso mancato rosso a Armand Laurienté

- Milano
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Il pareggio per 1-1 maturato ieri sera al Mapei Stadium tra il Sassuolo di Alberto Aquilani e il Milan di Rúben Amorim continua a trascinarsi dietro una lunghissima scia di veleni. Se il risultato sul tabellino è stato fissato dalle firme di Adrien Rabiot al 63' e di Cas Odenthal al 68', sulla gara valida per la 6^ giornata della Serie A 2026-2027 pesa in maniera incontrovertibile la gestione della moviola. I casi più spinosi, analizzati oggi sui banchi di La Gazzetta dello Sport e del Corriere dello Sport, lasciano aperti enormi interrogativi sull'uniformità di giudizio della classe arbitrale.

Mario Gila (difensore AC Milan), qui durante Sassuolo-Milan 1-1 (Serie A 2026-2027)

Il direttore di gara del match, Francesco Fourneau della Sezione A.I.A. di Roma 1, ha strappato una striminzita sufficienza (voto 6) su entrambi i quotidiani sportivi, così come è stato promosso il lavoro di Alberto Santoro al VAR. Ironia della sorte, Santoro era l'assistente al video di Paolo Silvio Mazzoleni nel controverso Torino-Milan 1-2 della prima giornata di campionato, quando non venne ravvisato un clamoroso fallo di mano di Nikola Vlašić su cross di Alphadjo Cisse; un errore marchiano, quest'ultimo, recentemente censurato anche dal nuovo designatore dei fischietti italiani Daniele Orsato. I dubbi emersi a Reggio Emilia, però, faticano a svanire.

I due pesi e le due misure: il contatto Van der Brempt-De Winter

Il primo episodio contestato dai rossoneri si consuma al 51' del primo tempo, quando Ignace Van der Brempt trattiene vistosamente in area di rigore il difensore milanista Koni De Winter, spintosi in avanti. Per la "rosea" il rossonero sarebbe già in fase di caduta, giustificando il mancato penalty, mentre per il quotidiano romano l'abbraccio è troppo lieve per decretare la massima punizione. Il verdetto stride però se confrontato con quanto accaduto soltanto la sera precedente in Napoli-Frosinone allo Stadio Maradona: l'intervento analogo del difensore dei ciociari Giorgio Cittadini sul centravanti azzurro Rasmus Højlund – seppur etichettato come rigore "sotto soglia" dal CorSport – è stato convalidato senza esitazioni. Su De Winter, al contrario, si è deciso di sorvolare.

Se la convalida del gol di Rabiot è sacrosanta e l'annullamento della rete di Kristian Thorstvedt è ineccepibile (il norvegese ha insaccato a gioco ampiamente fermo), sono altre due le situazioni nell'area neroverde che penalizzano fortemente la squadra di Amorim. Durante lo sviluppo di un'azione d'attacco, il centrale del Sassuolo Duje Ćaleta-Car si rende protagonista di una trattenuta vistosa ai danni di Gonçalo Ramos, intento a prendere posizione a centro area. Il VAR non ha nemmeno preso in considerazione l'accaduto. Impossibile non tornare con la mente a un Inter-Udinese 4-0 del 9 dicembre 2023, quando i nerazzurri sbloccarono la gara proprio per una trattenuta di Nehuén Pérez su Lautaro Martínez decisamente meno evidente di quella subita dal portoghese. Il Corriere dello Sport ha sollevato forti perplessità: «Basterà giustificarlo con la soglia alta e tutti contenti. Certo, fosse arrivato lì il pallone ...». Per la Gazzetta, invece, l'episodio non è stato nemmeno degno di menzione.

Il caso Laurienté-Gila: la grazia che ha fatto infuriare Gerry Cardinale

L'episodio da moviola che ha fatto letteralmente saltare sulla sedia il proprietario del Milan, Gerry Cardinale, presente in tribuna al Mapei Stadium, è però il durissimo intervento in netto ritardo di Armand Laurienté sulla tibia del difensore milanista Mario Gila. Nonostante le veementi e giustificate proteste dei calciatori rossoneri che invocavano a gran voce il cartellino rosso, l'attaccante francese del Sassuolo non è stato nemmeno ammonito. Se la Gazzetta dello Sport sceglie la linea del silenzio non menzionando il fallo, il Corriere dello Sport tenta una timida difesa tecnica parlando di un intervento privo di "vigoria". Si tratta di una spiegazione che la forza delle immagini televisive smentisce in modo clamoroso. Oltre al danno, la beffa: l'impunità ha permesso a Laurienté di rimanere regolarmente in campo e di pennellare, appena qualche minuto più tardi, il calcio d'angolo per la rete del definitivo 1-1 di Cas Odenthal. Se è pur vero che il Milan ha smarrito due punti principalmente per propri demeriti tecnici e cali di tensione, è altrettanto innegabile che la direzione arbitrale di Fourneau abbia lasciato pesantemente a desiderare, penalizzando il Diavolo nei momenti chiave della contesa.

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