I rossoneri cercano spazio tra le linee contro il Bologna in Serie A. Ecco i tre fattori decisivi del match e dove si deciderà la sfida di San Siro
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Milan-Bologna, nona giornata del campionato di Serie A 2026-27: partita importante per i rossoneri che devono rispondere a Lazio, Como e Roma che hanno vinto ieri sera. Ecco la nostra preview.
Come arriva il Bologna e la probabile formazione di Palladino
Il Bologna arriva al turno infrasettimanale dopo una buona vittoria in trasferta contro il Cagliari, nella quale è arrivato anche il primo clean sheet stagionale. In totale sono otto i punti conquistati dagli emiliani finora in campionato, sette dei quali ottenuti nelle ultime quattro partite dopo l’esonero di Tedesco e l’arrivo di Palladino.
Il tecnico campano schiera la propria squadra con un 3-4-3 di base, caratterizzato da tre terminali offensivi molto vicini e interscambiabili tra loro. Sono tre gli assenti in casa Bologna: Holm, Orsolini e Roberto Piccoli.
Probabile XI:
Skorupski; Darmian, Casale, Theate; Zortea, Pobega, Ferguson, Miranda; Bernardeschi, Odgaard, Cambiaghi.
Nella ripresa potrebbe entrare Dovbyk, che con la maglia giallorossa ha già segnato contro il Milan in passato e che potrebbe creare ulteriori pericoli alla retroguardia rossonera.
Analisi tattica: sistema di gioco e fasi di possesso
Di base, il gioco rossoblù si fonda sul movimento e sull’interscambio dei giocatori, cercando di far circolare bene il pallone e sfruttando le sovrapposizioni degli esterni. In fase offensiva vedremo gli esterni molto alti e i tre terminali offensivi liberi di scambiarsi posizione. In fase difensiva, invece, la squadra cerca di applicare pressione e chiudere gli spazi, provando a impedire agli avversari di sviluppare facilmente la manovra.Quando sono in possesso del pallone, i felsinei impostano il gioco partendo dalla linea difensiva a tre, con il supporto di un centrocampista, solitamente Ferguson, che si abbassa formando così un 3+1 in costruzione. Il gioco si sviluppa principalmente in due modi: attraverso il fraseggio orizzontale, cercando l’ampiezza garantita dagli esterni, oppure con giocate verticali.
In quest’ultimo caso, sia la punta sia i due attaccanti esterni possono venire incontro al pallone, creando le condizioni per gli inserimenti in profondità dei compagni. A sfruttare questi spazi possono essere gli altri attaccanti oppure gli esterni di centrocampo, pronti a sovrapporsi.
Fase di non possesso e transizione offensiva
In fase di non possesso ho notato uno schieramento che assume le caratteristiche di un 3-1-3-3. La linea difensiva rimane a tre, con il centrocampista centrale davanti alla difesa, mentre gli esterni di centrocampo e una mezzala formano una linea più avanzata alle spalle del tridente offensivo. I rossoblù cercano di mantenere un atteggiamento aggressivo, con tanta densità nella metà campo avversaria e una linea difensiva alta, per limitare le possibilità di costruzione del Milan. Questo atteggiamento porta la squadra a difendere con un baricentro alto e a creare molta densità nella metà campo avversaria.Attenzione, però, perché Palladino ama assegnare a un giocatore il compito di seguire il play avversario. Potremmo quindi vedere la punta del Bologna posizionarsi più indietro rispetto alle due ali in fase di pressione, proprio perché incaricata di limitare il regista rossonero.
Non appena recuperano il possesso, i rossoblù cercano subito l’ampiezza attraverso gli esterni oppure una giocata verticale alla ricerca dei movimenti dei terminali offensivi. Il Bologna è una squadra che può essere paziente nella costruzione e attendere il momento giusto per attaccare. Potremmo quindi vedere anche fasi di possesso prolungate, con una circolazione del pallone finalizzata a trovare il varco giusto per colpire.
Transizione difensiva del Bologna e pericoli per il Milan
Quando il possesso viene perso, la reazione del Bologna cambia in base alla zona di campo in cui avviene la perdita. Se il pallone viene perso a metà campo, la squadra può cercare soprattutto di ricompattarsi e riorganizzare le proprie posizioni, senza forzare sempre una pressione immediata. Al contrario, se la perdita avviene nella metà campo offensiva, i rossoblù cercano di aggredire subito il portatore di palla con il tridente, alzando ulteriormente il baricentro per provare a recuperare il possesso il più velocemente possibile.Infine, bisognerà fare attenzione alla ricerca della superiorità numerica sulle corsie laterali. Quando il Bologna sviluppa il gioco su una fascia, può capitare che, oltre al portatore di palla, ci siano altri due compagni pronti a supportarlo: per esempio, l’ala, l’esterno di centrocampo e la mezzala dello stesso lato. In questo modo i rossoblù possono creare situazioni di due contro uno o tre contro due, mettendo in difficoltà la retroguardia rossonera e costringendola a scegliere se uscire sul portatore oppure proteggere gli spazi.
Dove il Milan può colpire e i duelli chiave del match
I rossoneri dovranno essere abili a superare la pressione del Bologna e a sfruttare gli spazi che si possono creare quando la squadra avversaria è sbilanciata e la linea difensiva rimane alta. Un altro aspetto da sfruttare riguarda gli spazi tra la linea di centrocampo e quella difensiva dei rossoblù. Sarà importante che i trequartisti rossoneri riescano a ricevere palla in queste zone, girarsi e creare occasioni pericolose. Se il Milan riuscirà a trovare con continuità questi spazi, potrà costringere il Bologna ad abbassarsi e a rinunciare, almeno in parte, alla propria pressione alta.Uno dei duelli principali riguarderà le corsie esterne, dove gli attaccanti del Bologna cercheranno di creare superiorità numerica contro gli esterni rossoneri. Questi ultimi dovranno essere bravi a difendere in maniera ordinata, leggendo in anticipo le situazioni e aiutandosi a vicenda per evitare di trovarsi in inferiorità numerica. Un altro duello da seguire sarà quello tra la trequarti del Milan e il centrocampista e la difesa del Bologna, reparti che potrebbero concedere spazi se non riusciranno a muoversi in maniera coordinata.
Infine, sarà interessante osservare la pressione dei rossoblù sul play rossonero e le eventuali contromisure che Amorim potrebbe adottare a partita in corso per consentire al Milan di superarla.
La chiave tattica e le tre cose da osservare a San Siro
Per vincere questa partita, entrambe le squadre dovranno essere brave a sfruttare le situazioni che si presenteranno in campo e a mettere in campo la giusta cattiveria agonistica. Se il Milan riuscirà a sfruttare la propria abilità nel palleggio e la qualità dei singoli, potrà portare a casa i tre punti. Il Bologna, invece, cercherà di fare male attraverso le corsie esterne, la ricerca della superiorità numerica e le percussioni palla al piede dei propri giocatori offensivi. Per i rossoneri sarà quindi fondamentale non concedere troppo spazio sulle fasce e, allo stesso tempo, riuscire a trovare i trequartisti tra le linee, dove potrebbero nascere le occasioni migliori.Tre cose da osservare:
- Il Bologna in fase di non possesso: come si schiererà e quanto sarà aggressivo nella pressione.
- Gli spazi tra centrocampo e difesa dei rossoblù: il Milan riuscirà a sfruttarli con i propri trequartisti?
- Le situazioni di uno contro uno: chi riuscirà a vincere più duelli individuali e a creare superiorità per la propria squadra?
(autore Lorenzo Lancini – Occhio al Talento)
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