Basta sentenze su Ruben Amorim: i dati dicono che il portoghese è in linea con i migliori avvii del Milan. Analisi e numeri della partenza rossonera

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Siamo nella prima pausa della stagione che è arrivata dopo 5 giornate di campionato. È tempo dei primissimi riscontri (ovviamente lontani dall'essere definitivi) sul Milan di Ruben Amorim.

Ecco qualche statistica interessante dal sito Sofascore:

  • Partite giocate: 5.
  • Gol segnati: 10.
  • Gol subiti: 4.
  • Assist: 8.
  • Possesso palla: 60,6%.
  • Gol a partita: 2.
  • Grandi occasioni create a partita: 3,8.
  • Grandi occasioni fallite a partita: 2,6.
  • Tiri totali a partita: 12,8.
  • Passaggi accurati: 509 (89%).
  • Gol subiti a partita: 0,8.
  • Duelli vinti a partita: 47,4 (51,3%).

Il confronto punti con le ultime stagioni del Milan

Ma come sta andando a livello di punti Amorim rispetto alle ultimissime stagioni del Milan in Serie A? Ecco i punti collezionati dai rossoneri dopo le prime 5 partite del campionato:
  • 2019/2020: 6 (Giampaolo).
  • 2020/2021: 13 (Pioli).
  • 2021/2022: 13 (Pioli).
  • 2022/2023: 11 (Pioli).
  • 2023/2024: 12 (Pioli).
  • 2024/2025: 8 (Fonseca).
  • 2025/2026: 12 (Allegri).
  • 2026/2027: 11 (Amorim).

Amorim è perfettamente in linea con le partenze migliori avute nelle ultime stagioni al Milan con tre discriminanti che vanno ulteriormente a favore dell'allenatore portoghese: va ricordato che Amorim è al debutto assoluto sulla panchina del Milan, non ha esperienza in Serie A e arriva volendo giocare un calcio completamente opposto a quello predicato dal suo predecessore.

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Cosa ci insegna tutto questo? Che è totalmente inutile sparare sentenze e gridare già all'esonero o al fallimento di un progetto dopo una sconfitta. Amorim è partito molto bene a livello di punti fatti in Serie A, è a soli due punti dalla testa della classifica e sta dimostrando pian piano il suo gioco e le sue idee anche sul campo. Serve tempo e pazienza in un progetto appena nato e che può durare anni e anni. Amorim è stato scelto in prima persona da Cardinale che dopo Milan-Lecce ha rafforzato la figura e la fiducia nell'allenatore portoghese: a cosa serve sentenziare negativamente dopo il primo vero passo falso (il 2-0 subito dal Benfica)? L'unica conseguenza è destabilizzare tutto l'ambiente e mettere la pulce nell'orecchio dei tifosi già dubbiosi. Tutto quello che non serve a un nuovo allenatore che affronta un campionato che non conosce.

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