Analisi tattica pre Torino-Milan: tutti i pericoli per i rossoneri di Ignazio Abate e dove può essere pericolosa la squadra di Amorim
Serie A 2026-2027, il calendario dalla 1^ alla 3^ giornata con i canali tv. Ecco quando e dove vedere il Milan
Torino-Milan, i rossoneri torneranno in campo questa domenica con tantissimi cambi e con un uomo nuovo al timone. C'è molta curiosità nel vedere cosa potrà fare Ruben Amorim. Dopo una stagione conclusa con l'amarezza di non aver conquistato sul campo l'Europa che conta e dopo un mercato vissuto a suon di colpi, il campionato del Milan è pronto a cominciare.
Come arriva alla sfida il Torino
Il precampionato dei padroni di casa si è concluso l'8 agosto con l'amichevole vinta ai rigori contro l'Avellino. Nel complesso, il Torino ha disputato cinque amichevoli, ottenendo quattro vittorie e una sconfitta. I granata arrivano inoltre all'esordio in campionato dopo la vittoria per 1-0 contro la Carrarese, ottenuta lo scorso sabato e valida per i trentaduesimi di finale di Coppa Italia. Il morale della squadra di Abate è quindi buono, anche se non mancano le assenze. La più importante è quella del capitano Duván Zapata, infortunatosi alla fine di luglio e in forte dubbio per l'esordio in campionato. Non saranno inoltre disponibili il portiere Franco Israel e l'esterno Alieu Njie. In dubbio anche la presenza del nuovo acquisto Pietro Comuzzo, uscito acciaccato dalla sfida contro la Carrarese.Probabile formazione
Il Torino dovrebbe partire con un 3-4-2-1: Mascardi; Cömert, Ismajli, Saúl Coco; Pedersen, Gineitis, Fitz-Jim, Cacciamani; Vlašić, Casadei; Simeone.Il sistema di gioco granata è però molto più fluido di quanto possa suggerire il modulo di partenza.
Il sistema di gioco
La squadra di Abate si schiera di base con un 3-4-2-1, ma modifica la propria struttura a seconda della situazione di gioco. Una delle caratteristiche principali è la ricerca della verticalità subito dopo il recupero del pallone, soprattutto attraverso i movimenti in profondità della punta. Quando invece la situazione lo permette, il Torino cerca di gestire il possesso attraverso un fraseggio che sfrutta tutta l'ampiezza del campo.In fase di possesso
In possesso il Torino modifica sensibilmente la propria struttura, soprattutto durante la costruzione dal basso. In alcune situazioni un centrocampista, principalmente Fitz-Jim, si abbassa sulla linea dei difensori per partecipare alla costruzione. I tre difensori si allargano e la squadra assume così una struttura simile a quella di una difesa a quattro. Il giocatore che si abbassa lascia spazio ai trequartisti, con Casadei che può occupare una posizione più centrale, mentre gli esterni si alzano molto, arrivando spesso sulla stessa linea della prima punta. Vlašić, invece, tende ad accentrarsi e a muoversi molto, cercando di non dare punti di riferimento alla difesa avversaria.In alcune situazioni il Torino modifica ulteriormente la propria disposizione. Quando l'azione parte dal portiere, il centrale di sinistra può avanzare per occupare la posizione lasciata libera da Cacciamani, che a sua volta si avvicina alla prima punta per sfruttare la propria velocità o la capacità di Simeone di fare da sponda. L'obiettivo è quindi quello di creare continuamente movimenti e scambi di posizione, cercando di mettere in difficoltà le marcature avversarie.
In fase di non possesso
Quando perde il pallone e deve difendere, il Torino tende invece a compattarsi dietro la linea della palla. La struttura principale diventa un 5-4-1, con gli esterni che si abbassano sulla linea dei tre difensori e i due trequartisti che si allineano con i centrocampisti. La squadra cerca quindi di ridurre gli spazi centrali e di costringere l'avversario a sviluppare il gioco sulle fasce.La transizione offensiva
Una volta recuperato il pallone, il Torino prova spesso a ripartire rapidamente per attaccare una difesa ancora non organizzata. La prima ricerca è frequentemente sugli esterni, dove oltre ai trequartisti e alla punta possono inserirsi anche i centrocampisti. Simeone rappresenta naturalmente un riferimento importante per questo tipo di situazioni, grazie alla sua capacità di attaccare la profondità . Se invece il pallone viene recuperato in una situazione più bassa e non c'è la possibilità di ripartire immediatamente, il Torino torna alla costruzione dal basso, con il centrocampista che si abbassa per aiutare la prima impostazione.La transizione difensiva
È probabilmente uno degli aspetti sui quali il Milan può cercare di fare più male. Dopo aver perso il pallone, la squadra di Abate prova a portare un primo pressing corale, cercando di recuperare immediatamente il possesso. A seconda della zona in cui si trova il pallone, il braccetto di riferimento può però alzarsi molto per andare ad aggredire il portatore, lasciando spazio alle proprie spalle. Se il Milan riesce a superare questa prima pressione, può quindi trovare campo per attaccare la profondità . La retroguardia granata non sempre riesce infatti a ripiegare rapidamente, soprattutto quando viene sorpresa in campo aperto.Dove il Milan deve stare attento
Il Torino presenta comunque diverse situazioni nelle quali può mettere in difficoltà i rossoneri.1. L'attacco alla profondità di Simeone
Giovanni Simeone ha mostrato una buona condizione fisica e durante le amichevoli ha cercato con continuità il taglio alle spalle dei difensori. I centrali del Milan dovranno quindi prestare particolare attenzione ai suoi movimenti, evitando di concedergli troppo spazio alle spalle della linea difensiva.
2. La velocità e il dribbling di Cacciamani
I granata cercano spesso l'uno contro uno del giovane esterno italiano, abile nel saltare il diretto avversario e creare superiorità numerica. Sarà quindi importante per il Milan evitare di concedergli situazioni di isolamento favorevoli.
3. I movimenti di Vlašić
Il trequartista croato parte sulla trequarti, ma tende a muoversi molto durante la partita, cercando continuamente zone diverse del campo. I difensori rossoneri dovranno quindi evitare di seguirlo troppo lontano dalla propria posizione, rischiando di aprire spazi per gli inserimenti di Simeone o dell'esterno destro.
4. Le palle inattive
Il Torino può contare su diversi giocatori forti nel gioco aereo e porta molti saltatori all'interno dell'area di rigore.
I calci piazzati rappresentano quindi un'altra situazione alla quale il Milan dovrà prestare particolare attenzione.
Dove può colpire il Milan
Dall'altra parte, anche i rossoneri possono trovare alcune situazioni favorevoli per mettere in difficoltà la squadra di Abate.1. Pressare la costruzione dal basso
Il Torino cerca di costruire dal basso, ma i suoi difensori centrali non sempre mostrano grande sicurezza nella prima impostazione.
Una pressione organizzata del Milan potrebbe quindi costringere i granata all'errore e permettere ai rossoneri di recuperare il pallone in zone avanzate, attaccando una difesa ancora non schierata.
2. Attaccare lo spazio alle spalle degli esterni
Gli esterni del Torino hanno il compito di spingere molto nella fase offensiva e non sempre vengono coperti rapidamente dalla retroguardia. Il Milan potrebbe quindi cercare di attaccare lo spazio alle loro spalle, anche attraverso cambi di gioco rapidi da una fascia all'altra.
3. Sfruttare la transizione difensiva
Una volta perso il pallone, il Torino non sempre riesce a ricompattarsi immediatamente. Il Milan dovrà quindi essere rapido nel verticalizzare dopo un recupero, cercando di sfruttare il momento in cui la difesa granata è ancora disorganizzata.
4. Cercare la profonditÃ
I palloni giocati rapidamente alle spalle della linea difensiva possono rappresentare un'altra soluzione interessante per il Milan. Se i rossoneri riusciranno a superare il primo pressing, potranno infatti trovare spazio per attaccare la profondità prima che il Torino riesca a ricompattarsi.
I duelli chiave
La partita potrebbe essere decisa da alcuni duelli, sia individuali sia tattici. I difensori del Milan contro Simeone: sarà importante limitare i movimenti dell'argentino e soprattutto impedirgli di attaccare liberamente la profondità . Gli esterni del Milan contro quelli del Torino: il confronto sulle fasce sarà fondamentale, perché da una parte i rossoneri cercheranno di sfruttare lo spazio alle spalle dei granata, mentre il Torino proverà a utilizzare gli esterni per creare superiorità . I trequartisti del Milan contro il centrocampista incaricato della prima costruzione: una pressione efficace sul principale costruttore del Torino potrebbe limitare sensibilmente la qualità della manovra granata.La chiave tattica della partita
Il primo pressing del Torino e la capacità del Milan di sfruttare gli spazi alle sue spalle potrebbero rappresentare una delle chiavi della partita. I granata cercheranno di aggredire immediatamente il portatore dopo la perdita del pallone, alzando anche il braccetto di riferimento e lasciando inevitabilmente spazio alle sue spalle. Il Milan dovrà quindi essere bravo a superare questa prima pressione, sia attraverso una costruzione pulita dal basso sia cercando rapidamente la profondità una volta elusa l'aggressione granata. Dall'altra parte, proprio il pressing del Torino rappresenterà un'importante fonte di pericolo per i rossoneri: se la prima pressione riuscirà a costringere il Milan all'errore, Simeone, Cacciamani e i trequartisti potranno attaccare una difesa non ancora schierata. Sarà quindi fondamentale capire quale delle due squadre riuscirà a sfruttare meglio questi momenti di transizione: il Milan dovrà cercare di trasformare il pressing granata in un'opportunità per attaccare gli spazi, mentre il Torino proverà a fare lo stesso una volta recuperato il pallone.3 cose da osservare durante la partita
1. Le sovrapposizioni degli esterni del Milan
Riusciranno i rossoneri ad attaccare lo spazio lasciato dagli esterni del Torino? E quale sarà , di conseguenza, la posizione occupata dai trequartisti?
2. I movimenti di Vlašić e Casadei
Quanto riusciranno i due trequartisti granata a muoversi tra le linee senza dare punti di riferimento alla difesa del Milan?
3. Modrić e Fitz-Jim
Chi riuscirà a prendere maggiormente in mano la costruzione della propria squadra? Il confronto tra i due giocatori potrebbe essere importante per capire quale delle due formazioni riuscirà a gestire meglio il pallone.
In sintesi
Il Milan dovrà essere bravo a sfruttare le difficoltà del Torino nella costruzione e nella transizione difensiva, senza concedere ai granata la possibilità di attaccare la profondità con Simeone e di creare superiorità sulle fasce. La gestione dei momenti di transizione potrebbe quindi rappresentare uno degli aspetti decisivi della sfida: chi riuscirà a trasformare più efficacemente il recupero del pallone in un'occasione per attaccare la porta potrebbe avere un vantaggio importante.(analisi di 'Occhio al Talento')
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