Sebbene sofferente e ancora ferito, il Milan al 'Ferraris' contro il Genoa ha dimostrato di essere vivo. Ha lottato con astuzia per tutti i 100 e passa minuti del match (compreso il maxi-recupero di 10' nella ripresa) davanti agli occhi del suo proprietario, Gerry Cardinale. L'imprenditore italo-statunitense era giunto a Genova al mattino, direttamente da Londra, con un aereo privato. Ha fatto incursione negli spogliatoi nel pre-partita, per caricare i suoi ragazzi, e nel post-partita, per congratularsi con loro per il successo contro i rossoblu.
Ricordando, però, al contempo sia al tecnico Allegri sia ai giocatori come manchi ancora un ultimo step verso l'obiettivo. Genoa-Milan, nel primo tempo, è stata una gara piuttosto equilibrata, dove i padroni di casa hanno tenuto in mano il pallino del gioco, facendosi preferire ai rossoneri, ma senza mai creare reali occasioni da gol dalle parti di Maignan. Nella ripresa, si è rivisto il Milan 'allegriano' visto per gran parte di questa stagione. Quello cinico (6 tiri in porta sugli 8 totali), pratico (2 reti realizzate a fronte di 1,60 di Expected Goals), con la testa 'giusta'.
Genoa-Milan 1-2, il racconto della partita: decidono Nkunku e Athekame
—Privo degli squalificati Alexis Saelemaekers, Pervis Estupiñán e Rafael Leão, il Milan è andato in vantaggio a inizio ripresa. Retro-passaggio di Alex Amorim su cui si è fiondato Christopher Nkunku, atterrato dal portiere del Genoa, Justin Bijlow, con un netto fallo. Calcio di rigore per il Diavolo, che il francese - al suo gol numero 7 in Serie A, di cui 5 dal dischetto - non ha fallito. Luka Modrić, dalla panchina, ha incitato i suoi compagni di squadra per tutto il tempo e il Milan, dopo aver tenuto botta tutto sommato senza soffrire troppo alla reazione genoana, ha raddoppiato a dieci minuti dal termine.
Rimessa laterale, sponda del neo-entrato Niclas Füllkrug (subentrato ad un pessimo Santiago Giménez, costantemente anticipato da Alessandro Marcandalli e mai realmente in partita) per un altro subentrato, Christian Pulisic. Tocco all'indirizzo di Zachary Athekame e botta di sinistro dello svizzero da fuori area per il gol della sicurezza. O quasi, visto che, qualche minuto più tardi, un'incertezza difensiva ha consentito a Johan Vásquez, sotto misura, di freddare Maignan.
Il Diavolo ha però legittimato il suo successo creando ben tre palle-gol nel recupero, con Davide Bartesaghi, Adrien Rabiot e lo stesso Pulisic, che avrebbero consentito di tornare a Milano con una vittoria più ampia nel risultato. Poco male, missione comunque compiuta e ora sotto con il Cagliari perché, come ricordato da mister Allegri nel post-partita. "C'è la partita di domenica: non abbiamo fatto ancora niente. Giusto ci sia entusiasmo, ma 70 punti non bastano. Da martedì dovremmo preparare una partita seria, con molto equilibrio, contro una squadra che sta facendo ottime cose". Insomma, sebbene il vantaggio ora ci sia, la Champions League è ancora tutta da conquistare.
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