Il Milan è spaccato: mentre i tifosi invocano il ritorno di Paolo Maldini, l'AD Giorgio Furlani tira dritto e progetta la rivoluzione tecnica per il futuro
Il momento che attraversa il Milan è caratterizzato da un cortocircuito senza precedenti tra la base del tifo e il vertice societario. Mentre la squadra di Massimiliano Allegri fatica a blindare l'obiettivo Champions League, il malcontento dei sostenitori rossoneri continua a crescere. In pochi giorni, una petizione lanciata su Change.org per richiedere le dimissioni dell’amministratore delegato Giorgio Furlani ha superato le 48.000 adesioni. Si tratta di un dato che fotografa perfettamente la crisi d'identità del club: le firme digitali contro l'AD sono superiori al numero totale degli abbonati stagionali, fermi a meno di 40.000.
Le ragioni della protesta: l'ombra di Maldini e l'identità perduta
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La frattura che divide oggi il popolo milanista da Furlani ha radici profonde, che risalgono all'addio traumatico di Paolo Maldini nel 2023. La presenza del capitano in dirigenza rappresentava una garanzia di ambizione sportiva, in contrasto con la filosofia della proprietà orientata alla sostenibilità estrema. Da quel divorzio, la Curva Sud e il resto della tifoseria non hanno mai smesso di contestare una gestione percepita come puramente finanziaria, priva di quell'anima competitiva che ha storicamente contraddistinto il Diavolo. Il bilancio di una sola Supercoppa Italiana vinta dal dicembre 2022 a oggi ha alimentato ulteriormente il desiderio di un ritorno alle origini. Anche contro l'Atalanta, il primo anello rosso ha mandato un messaggio chiaro alla società: diversi tifosi hanno mostrato la maglia del numero 3 sotto lo spicchio riservato alla dirigenza, oltre ad aver intonato una serie di cori dedicati a Maldini.
L'AD progetta il futuro: Allegri e Tare verso l'addio?
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In questo scenario di aperta contestazione, emerge il primo grande paradosso: Giorgio Furlani è più attivo che mai nel ridisegnare l'organigramma sportivo. Nonostante la richiesta popolare di un suo passo indietro, l'amministratore delegato starebbe già valutando la sostituzione del direttore sportivo Igli Tare e dell'allenatore Massimiliano Allegri. I primi contatti per avviare l'ennesima rivoluzione tecnica avrebbero già dei nomi concreti: Tony D’Amico per la dirigenza e Vincenzo Italiano per la panchina. Tuttavia, nelle ultime ore, si sono fatte strada anche le piste che portano a Fabio Paratici e Francesco Farioli. Il rischio, percepito con fastidio dai tifosi, è che in un momento di instabilità generale tutte le pedine siano in discussione tranne l'unica di cui la piazza chiede la testa.
Il bivio di Cardinale e l'ostacolo burocratico del bilancio
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Tuttavia, il futuro di Furlani potrebbe non essere così blindato come sembra. Secondo indiscrezioni vicine a Via Aldo Rossi, Gerry Cardinale starebbe riflettendo su una ristrutturazione profonda dei quadri dirigenziali, facilitata dal recente rifinanziamento del vendor loan con il fondo Elliott. Il nome che circola con insistenza per un eventuale avvicendamento al vertice è quello di Massimo Calvelli. Furlani, storicamente legato alla vecchia gestione del fondo di Paul Singer, potrebbe dunque finire sotto esame.