La realtà è stata un compromesso poco produttivo. Odogu non è stato né un pilastro del progetto Under 20 né una reale alternativa tra i grandi. Allegri, numericamente corto nel reparto (quattro centrali per tre posti) avrebbe potuto concedergli più spazio, ma la gestione è rimasta prudente. Emblematico il derby di ritorno contro l’Inter: nel finale, con il risultato da difendere, l’idea di inserirlo è stata accantonata all’ultimo momento per evitare di esporre un diciannovenne a una pressione eccessiva.
Il risultato è stato un utilizzo sporadico, culminato in appena cinque minuti complessivi in Serie A. Un contributo praticamente nullo, anche alla luce delle poche opportunità concesse. A posteriori, si può discutere sulla scelta della dirigenza di non intervenire nel mercato di gennaio con un difensore d’esperienza che avrebbe liberato Odogu per un percorso continuativo in Serie D con il Milan Futuro. Il direttore sportivo Igli Tare e l’amministratore delegato Giorgio Furlani hanno optato per la linea della continuità, lasciando però il classe 2006 in un limbo.
Percorso di crescita e piani per il futuro
—L’unica nota positiva della stagione è arrivata con la Germania Under 20. Tra il 14 novembre e il 31 marzo, Odogu ha collezionato 4 presenze e altrettante vittorie, proseguendo un percorso che lo sta portando a scalare tutte le selezioni giovanili tedesche. Un segnale incoraggiante sul piano del potenziale.
Fuori dal campo, il suo profilo racconta di un ragazzo molto religioso. Sul suo account Instagram da 37.000 follower campeggia la frase “Don’t look at me, look at Jesus”, ovvero "Non guardare me, guarda Gesù". Il centrale è cresciuto in una famiglia legata al calcio: il padre Joseph ha giocato in Nigeria e in Malesia prima di trasferirsi in Germania.
Alcune dichiarazioni del compagno di repartoStrahinja Pavlović hanno alimentato interrogativi. “Negli ultimi due o tre mesi David mi ha fatto arrabbiare molto. È un mio grande amico, ma sono cose nostre”, ha detto il difensore serbo. Parole che lasciano intuire possibili questioni legate all’atteggiamento o alla determinazione, aspetti cruciali nel processo di maturazione di un giovane.
In questo contesto, l’ipotesi più concreta per la prossima stagione è quella di un prestito. Il Milan dovrà confrontarsi con l’entourage del giocatore per definire la soluzione migliore: prestito secco per valorizzarlo e riportarlo alla base, oppure formula con diritto di riscatto. Una cessione definitiva resta sul tavolo solo in caso di offerta ritenuta congrua. Al momento non risultano club interessati, ma uno scenario plausibile potrebbe coinvolgere una società di bassa Serie A o di alta Serie B.
I possibili sostituti: Gila in pole, pista Kristensen
—Parallelamente, il Milan si muove per cautelarsi. Se Odogu dovesse partire, servirà un innesto nel reparto difensivo. Il nome più caldo è quello di Mario Gila, centrale classe 2001 attualmente alla Lazio. Il contratto è in scadenza nel 2027 e il presidente biancoceleste Claudio Lotito parte da una richiesta tra i 20 e i 25 milioni di euro. Profilo giovane ma già con esperienza in Serie A, il difensore spagnolo resta in cima alla lista dei desideri del Diavolo.
Alternativa più accessibile potrebbe essere Thomas Kristensendell’Udinese, centrale danese classe 2002 alto 198 centimetri. Il suo valore di mercato si aggira attorno ai 12 milioni di euro (dati Transfermarkt), cifra più in linea con una strategia di investimento sostenibile.
La sensazione è che il futuro di Odogu e le mosse in entrata siano strettamente collegate. Il Milan deve decidere se il tedesco sia un asset su cui costruire o un’operazione da chiudere rapidamente per evitare minusvalenze tecniche ed economiche.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
/www.pianetamilan.it/assets/uploads/202604/a724334559c49aef88ea58486fed0d58.jpg)