L'esperto di tattica boccia il gioco del portoghese a 'CalcioSelvaggio' e difende l'ex tecnico oggi al Napoli: punti e occasioni create premiano il livornese

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Ex Milan, Allegri si presenta al Napoli e si emoziona: ecco perché (screen Gazzetta.it)

Ex Milan, Allegri si presenta al Napoli e si emoziona: ecco perché

Nel mese di maggio, quando il proprietario del Milan, Gerry Cardinale, ha azzerato l'intera dirigenza e l'area tecnica del club rossonero, ha di fatto interrotto bruscamente anche il percorso dell'allenatore Massimiliano Allegri. Nell'estate precedente, il club di Via Aldo Rossi aveva assunto il tecnico livornese con un unico grande obiettivo: riportare il Diavolo nell'Europa che conta, la Champions League. Una missione fallita: dopo essere stato stabilmente in zona Europa e persino in lotta per lo Scudetto fino a marzo, il Milan si è sciolto come neve al sole nelle ultime settimane di Serie A, lacerato da lotte intestine che hanno poi portato al repulisti totale firmato RedBird.

Massimiliano Allegri (allenatore Napoli)

Come motivazione principale per l'esonero di Allegri, arrivato ad appena un anno dal suo ritorno sulla panchina milanista, Cardinale ha sempre addotto la chiara volontà di vedere un calcio offensivo, propositivo e moderno. Una filosofia lontana anni luce da quella ritenuta monotona, difensivista e un po' attempata proposta dall'allenatore toscano, in particolar modo nelle ultime stagioni. Da qui è nata la scelta di ingaggiare Rúben Amorim che, prima della complicata esperienza al Manchester United, aveva stupito l'Europa intera alla guida dello Sporting Lisbona. Le cose, tuttavia, non stanno andando esattamente come la proprietà sperava, e il confronto statistico tra i due tecnici inizia a farsi impietoso.

La critica di Luca Diddi a CalcioSelvaggio: "Allegri con questa squadra sarebbe primo"

Di questo delicato parallelo tattico ha parlato, all'interno dell'ultima puntata del podcast 'CalcioSelvaggio', Luca Diddi, noto esperto di tattica e match analyst con un passato professionale in Serie A nello staff dell'Hellas Verona. L'analista ha esordito in modo diretto sull'avvio di stagione del Diavolo: "Allegri con questa squadra qua di Amorim, secondo me era primo in classifica". Diddi ha poi spiegato come, fin qui, l'evoluzione del gioco non abbia mostrato le differenze radicali che la dirigenza si aspettava di vedere sul terreno di gioco.
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L'affondo del match analyst si è poi spostato sulle scelte strategiche della proprietà statunitense: "Caro Cardinale, se avessi voluto un allenatore che praticava un 4-4-2 statico senza gioco, non dovevi dare 3,5 milioni di euro a Amorim, il grande profeta del 3-4-2-1 e del calcio verticale della pressione alta. Che dopo un mese e mezzo si mette 4-4-2 con pressione minima, lineare e statica. Ma volevate il giochista, colui che ha creato aspettative non reali". Dichiarazioni forti che evidenziano una parziale involuzione nell'identità tattica che il tecnico portoghese avrebbe dovuto imprimere fin da subito alla squadra.

I dati a confronto: Amorim è dietro ad Allegri per punti e occasioni create

A supporto della sua tesi, Luca Diddi ha voluto citare i dati numerici e le statistiche ufficiali delle due gestioni dopo le prime sei giornate di campionato: "L’anno scorso il Milan aveva Max Allegri in panchina, e dopo sei partite, dati alla mano, la sua squadra aveva creato più occasioni rispetto a questa di Amorim (68 a 64), più tiri totali (83 a 75), più tocchi in area per le punte (165 a 152), più tiri in porta (28 a 25) E poi gli xG. Quello che metteva il pullman ha prodotto di più di quello che è venuto in Italia a insegnare calcio e che si è detto come il grande profeta, il giochista". La superiorità - parziale, dopo il segmento iniziale di questo campionato - della passata gestione non emerge soltanto da tutti questi dati, ma trova riscontro anche nella classifica nuda e cruda. Dopo i primi sei turni di Serie A, Amorim si trova un punto dietro rispetto al cammino di Allegri dell'anno precedente. Il tecnico portoghese ha totalizzato 12 punti, frutto di 3 vittorie e 3 pareggi complessivi. Allegri, nello stesso parziale di partite, era riuscito a conquistarne 13, grazie a un bottino di 4 vittorie, un pareggio e una sola sconfitta, quella patita all'esordio stagionale a San Siro contro la Cremonese. Starà ad Amorim e ai suoi giocatori invertire questa tendenza nelle prossime sfide ravvicinate per scacciare l'ombra del passato.

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