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Milan, i tifosi avviano una petizione per cacciare Furlani: “La sua permanenza non è più sostenibile”

Redazione PM
Milan, nuova contestazione contro l'amministratore delegato Giorgio Furlani: petizione online e hashtag #FurlaniOut virale sui social

Il clima attorno alla dirigenza Milan torna a farsi rovente. Dopo la recente crisi di risultati, con una sola vittoria nelle ultime 5 partite, una parte della tifoseria ha rilanciato sui social l’hashtag #FurlaniOut, avviando anche una petizione online per chiedere le dimissioni dell’amministratore delegato Giorgio Furlani. La protesta, già esplosa un anno fa davanti a Casa Milan, riemerge in un momento delicato della stagione.

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Milan, la petizione contro Furlani: le accuse della tifoseria

La mobilitazione corre su X e sulla piattaforma Change.org, dove è stata lanciata una raccolta firme che ha già superato quota 2000 adesioni. Nella descrizione, Furlani viene indicato come “uno dei principali ostacoli allo sviluppo sportivo e identitario del club”. Al centro delle critiche c’è una gestione ritenuta eccessivamente orientata al bilancio, con scelte di mercato giudicate poco ambiziose. "La sua permanenza non è più sostenibile", si legge nella descrizione della petizione. Secondo i promotori, il rischio è quello di un Milan del portafoglio, più attento ai conti che alla competitività.

Le plusvalenze record

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Sul piano finanziario i numeri premiano l’a.d. Nella stagione 2025/26 il Milan ha superato i 100 milioni di euro di ricavi da player trading, toccando quota 101,8 milioni anche grazie alla cessione di Lorenzo Colombo al Genoa per 10 milioni. Un risultato superiore al precedente record del 2001/02 (78 milioni). Recentemente il suo futuro è stato messo in discussione anche dalla stessa proprietò, ma la sensazione è che molto dipenderà dal campo: con la qualificazione in Champions League, la posizione di Furlani dovrebbe restare solida agli occhi di Gerry Cardinale. Tra sostenibilità e ambizione, il dibattito resta aperto.