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Giù le mani da Leao: finora ha fatto tutto per il Milan. L’incoerenza della narrazione

Daniele Triolo Redattore 
Rafael Leao, attaccante portoghese del Diavolo di Massimiliano Allegri, è finito nell'occhio del ciclone dopo Lazio-Milan per un atteggiamento discutibile ed evitabile nel momento del cambio. Ma è sembrato tutto esagerato quello che è ne è...

Sì, è vero, a volte sembra indolente. Prima che inizi una partita del Milan, spesso, ci si trova a pregare auspicando che sia sceso in campo con l'umore giusto. Apparirà sempre un po' avulso dalla battaglia, perché per lui il calcio - fondamentalmente - è divertimento, prima ancora che business. E nonostante sia il più pagato della rosa rossonera (da poco lo ha raggiunto in questa speciale classifica il portiere e capitano Mike Maignan), Rafael Leao vivrà sempre questo sport con gli occhi e con il cuore di un bambino che corre dietro ad un pallone.

Quello che è il più grande pregio del nativo di Almada, molto probabilmente, è anche il suo più grande limite, quello che gli impedirà per sempre di diventare un campione, un fuoriclasse, come sarebbe stato nelle sue corde ... e nei suoi piedi. Ma Leao è così, prendere o lasciare: il Milan finora ha preso e ci ha guadagnato uno Scudetto in rimonta, il più bello di tutti, nel 2022; è arrivato anche grazie a lui in semifinale di Champions League l'anno successivo e ha costruito tante belle vittorie nel corso di questi sette anni.

A volte, non va negato, è sotto gli occhi di tutti, Leao è andato fuori di testa. Lo ha fatto in Lazio-Milan 2-2 del 31 agosto 2024, quando, con Theo Hernandez, si rese protagonista del 'cooling break' del dissenso nei confronti dell'allora tecnico Paulo Fonseca. Fu quello il primo segnale di una stagione che sarebbe andata, poi, a farsi benedire. Ci è ricascato domenica scorsa, ancora in un Lazio-Milan, stavolta terminato 1-0 per i padroni di casa, con una sceneggiata francamente evitabile ma in tutt'altro tipo di contesto sportivo e ambientale.

Milan, per un errore isolato hai già scaricato Leao?

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Cosa è successo lo sanno tutti. Minuto 67' di Lazio-Milan, con il tecnico Massimiliano Allegri che, sotto nel punteggio, prova a dare una scossa al suo attacco - piuttosto abulico - togliendo dal campo (anche) Leao per buttare dentro Niclas Füllkrug, che avrebbe agito da punto di riferimento in mezzo all'area di rigore. Situazione tattica in cui il numero 10 portoghese fa ancora tremendamente fatica a calarsi per via delle sue differenti caratteristiche tecniche. In quel momento, come avranno visto ormai in mondovisione, è successo di tutto.


Leao è uscito dal campo lentamente e visibilmente scazzato. Maignan ha provato a farlo sbrigare, ricordandogli come il Diavolo fosse sotto nel punteggio, ma senza grande successo. Arrivato nei pressi della linea laterale, Leao ha ricevuto l'abbraccio di Allegri, ma si è divincolato, lamentandosi in maniera vistosa con il tecnico livornese per due motivi. Il primo, è che sarebbe voluto restare in campo per dare una mano al Diavolo negli assalti finali alla porta della Lazio.

Il secondo è perché Christian Pulisic, in un paio di situazioni dove Leao si era smarcato da vero centravanti, non lo aveva servito proprio o non lo aveva servito con i tempi giusti. Con lo statunitense la discussione è proseguita nello spogliatoio dello stadio 'Olimpico' e, con buona pace di chi già vedeva insanabili rotture tra i due top player offensivi del Milan, chiarita in via definitiva a Milanello con scuse (doverose) da parte di Leao, strette di mano, un'analisi video di ciò che non è andato nella Capitale e la promessa di ripartire insieme più uniti che mai.

Quello che, sinceramente, ha stupito è come Leao sia stato massacrato dai quotidiani sportivi nei due giorni seguenti. In questa stagione, il classe 1999 è stato un professionista inappuntabile. È bastato un solo, mezzo episodio controverso (ditemi voi se esiste, al mondo, un giocatore che esce dal campo, sostituito per scelta tecnica, felice di abbandonare la contesa ...) per scatenare l'inventiva di molti. "Il Milan si è stancato degli atteggiamenti di Leao", si è scritto. "Il Milan ha messo in vendita Leao al miglior offerente", si è aggiunto. "Con il sistema di Allegri non c'entra nulla, dopo sette anni è ora di cambiare", si è detto.

Via perché non va bene per il 3-5-2. Però poi si parla dell'esterno Nusa al suo posto ...

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Sommessamente, vorremmo far segnalare una cosa. In questa stagione, con l'arrivo di Allegri - tecnico con cui Leao, per inciso, ha un bellissimo rapporto - e il passaggio al modulo 3-5-2, l'esterno offensivo lusitano ha dovuto cambiare ruolo. Ha dovuto diventare centravanti. Una posizione in cui, è evidente, palese, Leao è depotenziato: la sua grande forza sta nel correre sulla fascia, saltare l'uomo, creare la superiorità numerica e fornire l'assist ai compagni. Questo, più che segnare e mettersi in proprio. Per il bene della squadra, ha cambiato ruolo senza fiatare.

In una stagione in cui è stato inizialmente frenato da un infortunio al polpaccio, Leao sta inoltre combattendo con la pubalgia dallo scorso dicembre, quando si infiammò una zona delicata durante Torino-Milan. Sono tre mesi che il numero 10 del Milan gioca, in condizioni fisiche non ottimali, mettendosi sempre a disposizione della squadra. Anche quando, magari, avrebbe avuto bisogno di riposo e cure. Ma lui non si è mai sottratto all'impegno, per una maglia e per una tifoseria che ama e per le quali farebbe di tutto. Ma niente, questo non conta. Al primo episodio in cui è ricaduto in un errore di gioventù, via, scaricato. Come se fosse l'ultimo dei fessi.

Rafa ha fatto di tutto in questa stagione per la maglia

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Leao non è mica un esterno offensivo da 80 gol e oltre 50 assist in 280 partite. Che sarà mai. L'opinione pubblica ha deciso, però, che il Milan deve sbarazzarsene come un ferro vecchio nel prossimo calciomercato estivo. Benissimo. Peccato, però, che qui venga fuori tutta l'ìncoerenza della narrazione. Si è scritto che - forse - da Premier League e Saudi Pro League possa arrivare un'offerta. E per forza, negli altri campionati non c'è potenza economica, fuorché nel PSG, nel Real Madrid e nel Barcellona che, però, non necessitano di Leao. Si è parlato già di 70-80 milioni di euro come incasso. Soldi da reinvestire - ovviamente parzialmente - sul suo sostituto.

E siccome Leao, per il Milan di Allegri, non va più bene perché 'capriccioso' e difficilmente collocabile nel 3-5-2, con chi penserebbe bene di sostituirlo il Milan? Con un altro esterno offensivo, Antonio Nusa. Il classe 2005, norvegese del RB Lipsia, è seguito dal Diavolo sin dai tempi in cui, giovanissimo, militava nel Bruges. È fortissimo e ai rossoneri piace sul serio. Ma è quanto meno buffo pensare a lui come rimpiazzo di Leao in un assetto tattico che non prevede la sua figura. Sarebbe come scivolare da un equivoco all'altro.

Ma senza Leao, che, evidentemente, logora chi non ce l'ha. Si rassegni, chi vorrebbe vedere il Milan scendere nel livello qualitativo privandosi di Rafa: non è un elemento così semplice da sostituire. Bisognerebbe anche capire chi si potrebbe comprare, di più forte, al suo posto. Che nessuno tocchi il ragazzo, allora. Anche perché finora ha dimostrato di amare il Milan più di tanti che ne parlano, che ne scrivono. O anche che ci lavorano.