Il modo, in cui, però, vengono perseguite queste finalità lascia un po' interdetti. "È come se a 'Casa Milan' convivessero due anime - ha scritto 'Tuttosport' -: una rappresentata dall'amministratore delegato Furlani, che spesso si avvale del parere (e del lavoro) di un agente molto influente nel calcio italiano e internazionale. L'altra dal direttore sportivo Igli Tare, scelto, ricordiamo, inizialmente da Cardinale e Zlatan Ibrahimović, ma poi definitivamente portato al Milan da Furlani dopo un casting che aveva visto come prima opzione Fabio Paratici".
Evidente come alcune operazioni siano condotte come singola iniziativa
—Per il quotidiano torinese, infatti, è stato evidente già in estate come alcune operazioni di calciomercato siano state portate avanti da Tare, altre da Furlani. E magari in ruoli anche simili, come per esempio l'andare su Ardon Jashari e Samuele Ricci quando in rosa c'era già Luka Modrić. Ma si è ripetuta, per 'Tuttosport', una scena simile già a gennaio. Tare ha preso Niclas Füllkrug, mentre Furlani, non coinvolgendo il dirigente albanese, è andato su Jean-Philippe Mateta: un affare poi saltato solo per le condizioni fisiche del francese.
E ora, a sorpresa, ecco la pista André del Corinthians: "Un'operazione confezionata dal solito agente vicino a Furlani", ha spiegato 'Tuttosport'. In tutto questo, qual è la posizione di Massimiliano Allegri? In questa sua prima stagione, Allegri è stato molto 'aziendalista', accettando la rosa messagli a disposizione e imponendosi soltanto su Adrien Rabiot. Questa scelta, infatti, è tutta farina del suo sacco. Ma per la stagione 2026-2027 Allegri si aspetta un organico da Scudetto. Non solo gli André, ma anche i Modrić e i Rabiot. Sarà accontentato? E se sì, da quale anima del club?
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