Il centrocampista non ha nascosto la frustrazione dopo l'1-1 di Reggio Emilia: nel mirino l'atteggiamento post-vantaggio e i ripetuti errori sui calci da fermo

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Il pareggio per 1-1 maturato al Mapei Stadium di Reggio Emilia contro il coriaceo Sassuolo di Alberto Aquilani continua a far discutere in casa rossonera. Il Milan di Rúben Amorim era pure riuscito a spaccare l'incontro al 63' grazie a un violento fendente sotto la traversa di Adrien Rabiot, ma si è fatto agganciare quasi immediatamente dopo, al 68', dalla zampata di Cas Odenthal sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Una frenata brusca nella 6^ giornata della Serie A 2026-2027 che ha innescato la dura e immediata reazione dei leader del gruppo.

Il bilancio complessivo del Diavolo dopo sei turni di campionato recita 12 punti in classifica, frutto di 3 vittorie e 3 pareggi. Un bottino che a un'analisi superficiale potrebbe non sembrare così malvagio, specialmente se si considera che i rossoneri hanno disputato ben 4 incontri lontano da San Siro, ma che non può comunque soddisfare le ambizioni del club. A tal proposito non ha usato mezzi termini o giri di parole, nel post-partita di Sassuolo-Milan, proprio l'autore del gol rossonero, Adrien Rabiot.

Adrien Rabiot (centrocampista AC Milan) esulta per il suo gol in Sassuolo-Milan 1-1 (Serie A 2026-2027)

La rabbia di Rabiot: «Due punti persi, non possiamo abbassarci così»

«Questi sono due punti persi», ha esordito senza peli sulla lingua il centrocampista francese, il cui duro sfogo davanti le telecamere, nel post-partita, è stato dettagliatamente riportato dall'edizione odierna del quotidiano Tuttosport. L'ex Juventus ha messo l'accento sulla clamorosa perdita di concentrazione della squadra subito dopo il vantaggio: «Facciamo gol e poi immediatamente dopo rischiamo di subire due palloni letali alle spalle in cui ci ha dovuto salvare miracolosamente Mike Maignan. Non è ammissibile abbassare così tanto il baricentro e la tensione subito dopo essere andati in vantaggio».

Dall'alto del suo enorme bagaglio di esperienza internazionale, il mediano transalpino ha voluto richiamare l'intero spogliatoio alla massima responsabilità individuale. Quando si indossa la maglia del Milan ogni singolo pallone scotta e ogni punto lasciato per strada rischia di trasformarsi in un macigno insormontabile nella corsa verso gli obiettivi finali della stagione.

Il richiamo alla mentalità e i nodi tattici: le crepe sui calci piazzati

L'analisi di Rabiot si è poi spostata sui macroscopici errori commessi in fase difensiva, con un chiaro riferimento alla rete incassata da corner, un vero e proprio tallone d'Achille per la gestione di Rúben Amorim: «Dobbiamo lavorare molto sulla mentalità e c’è da crescere in fretta in alcune fasi cruciali di gioco: non possiamo assolutamente concedere un gol su una situazione da palla ferma su cui lavoriamo praticamente ogni giorno a Milanello. Saper difendere a quattro o a tre, così come impostare a tre o a quattro, è un ottimo bagaglio tattico e ci permette di adattarci all’avversario, ma poi non vanno fallite tecnicamente le giocate più semplici».
L'esperto centrocampista ha infine chiuso la sua disamina pungendo la fase offensiva rossonera, apparsa decisamente sterile sul terreno del Mapei Stadium, indicando la via per scardinare le difese avversarie nei prossimi impegni: «Quando attacchiamo dobbiamo obbligatoriamente riempire l'area con più uomini: è solo così che si fanno i gol. I centrocampisti si devono inserire con tempi giusti, anche i terzini devono spingere con coraggio in avanti. Pure sotto questo aspetto la squadra deve dimostrare una crescita immediata».

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