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Milan, in giornata la risposta di Rangnick? Le richieste del tedesco, le perplessità di Ibra

Ralf Rangnick, Commissario Tecnico dell'Austria, è nel mirino del Milan per il ruolo di Direttore Tecnico
Milan, il proprietario Gerry Cardinale ha offerto la direzione tecnica del club rossonero a Ralf Rangnick. C'è lo stallo legato ai dubbi di Zlatan Ibrahimović e scatta l'ultimatum nei confronti del tedesco. Leggi i dettagli del piano di RedBird
Daniele Triolo Redattore 

Lunedì 25 maggio ha segnato l'anno zero del nuovo corso rossonero. Gerry Cardinale, managing partner del fondo RedBird, ha avviato una ristrutturazione radicale azzerando i vertici dell'area tecnica e dirigenziale del Milan. L'addio simultaneo di Giorgio Furlani, Geoffrey Moncada, Igli Tare e Massimiliano Allegri risponde alla necessità di implementare una visione aziendale basata su un modello fortemente integrato e guidato dai dati.

La tabula rasa di RedBird: Cardinale ridisegna il Milan

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In questo nuovo scacchiere, un ruolo chiave è affidato a Massimo Calvelli, uomo di fiducia di Cardinale in RedBird, che ha ereditato parte delle deleghe operative precedentemente in mano a Furlani, garantendo un canale diretto tra la proprietà statunitense e la quotidianità di Casa Milan.


Il ritorno di Ralf Rangnick: perché RedBird vuole il "Professore"

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Il prescelto per guidare la rinascita tecnica è Ralf Rangnick (classe 1958). Non si tratta di un nome nuovo: già nel 2020 l'allora AD Ivan Gazidis lo aveva bloccato per la panchina, prima che lo straordinario rendimento di Stefano Pioli spingesse il club a rinnovare il tecnico emiliano.

A differenza di sei anni fa, oggi Cardinale non offre a Rangnick la panchina, bensì il ruolo strategico di direttore tecnico (DT) con pieni poteri. La scelta riflette la volontà di replicare il "modello Red Bull" (Hoffenheim, Salisburgo, Lipsia), basato su tre pilastri fondamentali:

  • Player Trading sostenibile: scouting globale di talenti Under-23 da valorizzare e rivendere.
  • Identità tattica unificata: uno stile di gioco verticale e aggressivo condiviso dalla prima squadra fino alle giovanili.
  • Ottimizzazione delle strutture: controllo totale sul settore giovanile e sull'area medica per ridurre l'incidenza degli infortuni.
  • Il nodo Ibrahimović: lo scontro sulla governance del club

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    Nonostante i due incontri positivi già avvenuti tra Cardinale e il manager tedesco, la trattativa vive una fase di stallo legata alla governance interna. Rangnick ha posto una condizione non negoziabile: carta bianca assoluta.

    Questa richiesta di accentramento si scontra con la figura di Zlatan Ibrahimović. L'ex fuoriclasse svedese, oggi Senior Advisor di RedBird per il Milan, non intende avallare un modello che riduca il peso della dirigenza italiana e depotenzi il suo ruolo di garante sportivo dello spogliatoio.

    Di seguito il confronto tra le due visioni opposte che la proprietà dovrà riconciliare:

    Area StrategicaLa Visione di Ralf RangnickLa Visione di Zlatan Ibrahimović
    Scelta dell'allenatoreProfilo giovane, devoto al Gegenpressing (es. scuola tedesca).Profilo di carisma internazionale, abituato a gestire top player.
    Gestione vivaioIntegrazione totale e metodologie standardizzate Lipsia-style.Tutela dell'identità e valorizzazione del talento individuale.
    Catena di comandoCentralizzata sul direttore tecnico senza intermediari.Condivisa tra Advisor, dirigenza e staff tecnico.

    Ultimatum Austria e la spedizione negli USA: ore decisive

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    Il tempo a disposizione del Milan è estremamente limitato. Rangnick ricopre attualmente l'incarico di Commissario Tecnico della Nazionale dell'Austria. Secondo quanto riportato dalle principali testate giornalistiche sportive, il tecnico deve fornire una risposta definitiva alla Federcalcio austriaca (ÖFB) in merito a una proposta di rinnovo contrattuale fino al 2028 entro fine settimana.

    I tempi stringono: la Nazionale austriaca è in partenza per una tournée di preparazione negli Stati Uniti. Cardinale e Calvelli (da convincere Ibra ...) hanno la necessità di incassare il "sì" definitivo del manager tedesco prima del volo transatlantico, per evitare che la programmazione della nuova stagione rossonera subisca ritardi irreparabili rispetto alle concorrenti di Serie A e Champions League.