Pulisic pronto al debutto mondiale contro il Paraguay. Pochettino sceglie Ream come capitano, ma l'attaccante del Milan resta la guida spirituale degli USA
L'attesa per il debutto dei Mondiali 2026 è ormai agli sgoccioli. Sabato 13 giugno, alle ore 03:00 italiane, il SoFi Stadium di Los Angeles sarà il palcoscenico della sfida inaugurale del Gruppo D tra gli Stati Uniti d'America e il Paraguay. La nazionale statunitense, guidata dal Commissario Tecnico Mauricio Pochettino, scenderà in campo con gli occhi del mondo addosso, forte del ruolo di paese ospitante insieme a Canada e Messico. Tra i protagonisti più attesi c'è senza dubbio Christian Pulisic, l'attaccante del Milan destinato a una maglia da titolare nell'undici di partenza.
La leadership silenziosa e la fascia a Tim Ream
La nuova gestione tecnica di Pochettino ha portato subito novità importanti nelle gerarchie interne, a partire dall'assegnazione della fascia di capitano al veterano Tim Ream, difensore degli Charlotte FC. Nonostante il cambio di leadership formale, l'influenza di Pulisic all'interno dello spogliatoio americano resta centrale. Il numero 11 rossonero ha saputo trasformarsi in una guida silenziosa ma carismatica, capace di unire il gruppo non solo attraverso le prestazioni sul rettangolo di gioco, ma anche sul piano umano e motivazionale.Il ruolo della fede evangelica nello spogliatoio degli U.S.A.
Un aspetto fondamentale del carisma di Pulisic risiede nella sua profonda spiritualità, legata al cristianesimo evangelico. Come emerso da recenti approfondimenti giornalistici del Corriere della Sera, il calciatore vive la propria fede in modo pubblico e trasparente: dai riferimenti biblici condivisi sui profili social ufficiali fino alla consuetudine di indossare una croce al collo. Questa dimensione intima e spirituale è stata esplorata anche a livello mediatico nella docuserie in nove episodi trasmessa sulla piattaforma Paramount Plus, che svela il dietro le quinte della vita dell'attaccante.La spiritualità di Pulisic ha fatto breccia nel gruppo della nazionale, creando una vera e propria comunità di fede interna. Tra i giocatori che condividono questo percorso spicca Weston McKennie, centrocampista della Juventus e colonna portante della squadra. A conferma di quanto questo legame sia radicato, il portiere statunitense Matt Freese ha recentemente rivelato un curioso retroscena: l'amicizia e la conoscenza con Pulisic sono nate proprio durante un incontro di preghiera, molto prima che i due si incrociassero sui campi di calcio professionistici. Questo nucleo spirituale rappresenta oggi un fattore di coesione invisibile ma potente per gli USA, pronti a iniziare l'avventura mondiale.
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