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Sin da quando Massimiliano Allegri si è nuovamente seduto sulla panchina del Milan, ha impostato la squadra con l'assetto tattico a lui più caro, il 3-5-2. Questo perché Allegri ha ritenuto che, con gli uomini a sua disposizione (soprattutto nelle caratteristiche dei centrali difensivi e nella presenza di un esterno a tutta fascia di qualità come Alexis Saelemaekers), fosse il modulo che maggiormente si adattasse ai giocatori presenti in organico.
Per plasmare il suo Milan, quindi, ha preferito adattare gli attaccanti Christian Pulisic e Rafael Leão, notoriamente letali nel ruolo di esterno d'attacco, come punte centrali. Con buoni risultati nella prima parte dell'annata, poi, complici anche numerosi stop per infortunio, con esiti discutibili. Ultimamente, il Milan sta facendo una fatica enorme a creare occasioni da gol e persino a tirare verso lo specchio della porta avversaria.
Per il 'Corriere della Sera' oggi in edicola, la gestione della partita persa (0-1) sul campo del Napoli non ha convinto: Allegri ha usato troppa cautela, contro una squadra, quella di Antonio Conte, fortemente rimaneggiata. Ed è stato tardivo anche l'assalto finale. Il quotidiano generalista ha rivelato, a questo proposito, un retroscena: in molti, anche dentro allo spogliatoio, spingono per un passaggio alla difesa a quattro e al tridente offensivo.
Una soluzione, quella del 4-3-3, che fin qui Allegri ha ritenuto solo una variante da gara in corso, come nel finale al 'Maradona'. La sua priorità era ridare equilibrio alla squadra. E inizialmente ci è riuscito. Ora, però, le cose stanno cambiando e con il rientro di Matteo Gabbia e lo scadimento di forma di Saelemaekers, potrebbe anche pensare di ascoltare i consigli e modificare il suo sistema di gioco già per Milan-Udinese di sabato pomeriggio a 'San Siro'.
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