Il tecnico portoghese commenta il successo di San Siro: analisi su Luka Modrić e retroscena sulla nuova posizione di Mario Gila e Samuel Chukwueze

- Milano
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Il netto trionfo per 3-0 ottenuto dal Milan di Rúben Amorim ai danni del Lecce di Eusebio Di Francesco, sul prestigioso palcoscenico di San Siro nella notte del centenario dell'impianto, ha certificato la crescita dei rossoneri grazie alle reti di Christian Pulisic, Adrien Rabiot e Diego Moreira. Al termine della sfida, come riportato dall'edizione odierna di Tuttosport, il tecnico portoghese ha espresso profonda soddisfazione per la prestazione collettiva, analizzando il rendimento di Luka Modrić, rifiutando il paragone storico con Nils Liedholm e svelando le innovative trame tattiche che hanno visto protagonisti Mario Gila e Samuel Chukwueze.

Rúben Amorim (allenatore AC Milan), qui durante Milan-Lecce 3-0 (Serie A 2026-2027)

Il paragone con Liedholm e il percorso di crescita del Diavolo

"Siamo migliorati molto, abbiamo controllato bene, difeso bene e capito perfettamente chi avevamo davanti - ha esordito Rúben Amorim nella conferenza stampa post-partita di Milan-Lecce 3-0 -. È stata una grande vittoria e sono contento soprattutto per le corse all'indietro, che hanno funzionato come dovevano". L'ottimo avvio del tecnico lusitano lo incorona come l'ultimo allenatore straniero capace di debuttare sulla panchina del Milan con 3 vittorie e 2 pareggi nelle prime 5 giornate di Serie A, eguagliando proprio il leggendario Nils Liedholm. Un accostamento pesante che l'ex guida di Sporting Lisbona e Manchester United ha preferito smorzare: "È una bella statistica, ma sono tempi diversi. Noi dobbiamo ancora migliorare. Eravamo un po' bloccati nelle ultime partite, avere più libertà in campo è la cosa più importante. Si vede chiaramente che le squadre davanti in classifica sanno giocare insieme come gruppo da molto più tempo rispetto a noi".

La gestione di Modrić: l'arma strategica contro i blocchi bassi

Il focus del tecnico si è poi spostato sulla gestione di Luka Modrić. Il Pallone d'Oro croato è tornato a vestire una maglia da titolare dopo i 90 minuti trascorsi interamente in panchina nella sfida europea contro il Benfica, sfoderando una prestazione di altissimo livello sul piano del palleggio. Amorim ha voluto chiarire la gestione fisica e tattica del fuoriclasse: "Luka è assolutamente pronto per giocare ogni tipo di partita, indipendentemente dalla sua fisicità. Le sfide caratterizzate da un blocco basso avversario sono senza dubbio quelle nelle quali si trova più a suo agio, specialmente quando c'è la necessità di palleggiare e far girare a vuoto la pressione. Al contrario, le partite più fisiche e animate da transizioni continue, come quella disputata contro la Lazio, sono decisamente meno adatte alle sue caratteristiche attuali".

Il laboratorio tattico di Amorim: la nuova posizione di Gila e Chukwueze

La sfida contro la formazione salentina ha offerto anche interessanti spunti sul piano dello sviluppo del gioco. In fase di costruzione, infatti, il Milan si è schierato con un fluido 4-2-3-1 nel quale Mario Gila si allargava notevolmente sulla corsia laterale per agire praticamente da terzino destro, permettendo a Samuel Chukwueze di alzarsi stabilmente sulla linea dei trequartisti. Una metamorfosi studiata per garantire maggiore libertà espressiva agli interpreti offensivi, pur sapendo che l'assetto potrà variare in futuro. "In Italia gli allenatori sono molto bravi a prendere le squadre uno contro uno - ha concluso Amorim -. So che muovendoci in questo modo diventa molto difficile per gli altri tecnici leggerci, perché lo sarebbe anche per me. Tuttavia, come andiamo in campo alla fine lo decido sempre io. Ogni giocatore spinge legittimamente per avere un piano partita che favorisca le proprie qualità individuali, succedeva la stessa cosa anche quando ero allo United. Ma ho imparato che non posso soltanto ascoltare loro, la decisione finale spetta sempre a me".

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