Analisi del momento rossonero dopo il Lecce: il cambio modulo di Rúben Amorim, l'imprescindibilità di Christian Pulisic e le nuove gerarchie a centrocampo
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Il netto 3-0 inflitto domenica scorsa al Lecce nella cornice dello stadio San Siro ha riportato una meritata serenità in tutto l'ambiente del Milan. Il successo è una boccata d'ossigeno soprattutto per l'allenatore Rúben Amorim, finito al centro delle critiche dopo la dolorosa sconfitta contro il Benfica in Europa League. A pochi giorni dalla débâcle europea, il tecnico portoghese ha risposto sul campo da gioco, presentando contro i salentini una squadra profondamente rivoluzionata, sia nell'atteggiamento mentale sia nelle posizioni di alcuni uomini chiave della rosa rossonera.
La svolta tattica di Amorim: addio al 3-4-2-1?
Se questa vittoria rappresenti solo una parentesi isolata o se Amorim abbia finalmente imboccato la strada maestra verso il successo lo diranno solo il tempo e la continuità dei risultati. La sensazione diffusa, confermata anche dalle indiscrezioni de La Gazzetta dello Sport, è che il tris rifilato alla squadra salentina abbia consegnato all'allenatore portoghese delle certezze incrollabili da cui ripartire subito dopo la sosta per le Nazionali. L'obiettivo è chiaro: permettere a questo Milan di assumere una fisionomia ben definita, abbandonando i troppi esperimenti che hanno caratterizzato l'inizio della stagione.
La vera sorpresa della sfida di San Siro è stata la fluidità del sistema di gioco. Amorim ha infatti accantonato i princìpi rigidi del suo classico 3-4-2-1 forzare la mano e proporre, in diverse fasi del match, una solida difesa a quattro. Il Milan si è schierato alternativamente con un dinamico 4-2-3-1 e un compatto 4-4-2. Questa metamorfosi tattica ha completamente spiazzato gli avversari e ha esaltato le caratteristiche di molti interpreti sul terreno di gioco. Il tecnico ha dimostrato di saper fare tesoro degli errori passati, mettendo in mostra una malleabilità strategica che la critica non gli riconosceva.
Christian Pulisic imprescindibile: la trequarti del Milan è sua
All'interno di questo nuovo scacchiere tattico, la centralità di Christian Pulisic è emersa in tutta la sua evidenza. Nell'attuale organico del Milan, nessuno possiede le doti tecniche necessarie per garantire alla trequarti la stessa dose di imprevedibilità, talento e guizzi creativi assicurati da "Capitan America".Rispetto alle altre opzioni presenti in rosa, comprese le giovani promesse come Alphadjo Cisse e Omari Hutchinson, il fantasista statunitense vanta una capacità di inserimento senza palla fuori dal comune. Pulisic sa rivelarsi devastante in molteplici soluzioni di gioco: spacca le difese avversarie con movimenti fulminei, detta il passaggio profondo e si rende utilissimo nel gioco di sponda per i compagni. Rinunciare a un profilo del genere, in questo momento, appare impensabile per lo staff tecnico.
Nuove gerarchie a centrocampo: i ruoli di Rabiot e Diego Moreira
Oltre alla titolarità di Pulisic, la sfida contro il Lecce ha fornito indicazioni precise sulla gestione delle risorse a centrocampo. Quando c'è la necessità di dominare il possesso palla e gestire i ritmi di gioco, l'esperienza e la classe di Luka Modrić rimangono un valore aggiunto inestimabile per la squadra.La quadratura perfetta della mediana sembra però concretizzarsi quando al suo fianco agisce un profilo di sostanza e inserimento come Adrien Rabiot. Il centrocampista francese è tornato stabilmente a occupare la linea mediana, dopo che alcuni esperimenti tattici di inizio stagione lo avevano visto muoversi in una posizione più avanzata sulla trequarti, dove rischiava di perdere i suoi tempi di inserimento naturali.
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