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"Se non prendi gol sei già a metà dell’opera". Una frase che riassume perfettamente la filosofia di Massimiliano Allegri e che oggi trova piena conferma nei numeri. Con 27 reti subite in 33 partite, il suo Milan è la miglior difesa della Serie A e occupa il secondo posto in classifica. Un anno fa, allo stesso punto della stagione, i rossoneri avevano incassato undici reti in più ed erano soltanto la nona retroguardia del campionato. Nona come la posizione in graduatoria. La differenza, oggi, è tutta nella solidità.
La trasformazione è evidente. Dopo una prima sconfitta stagionale che aveva fatto emergere una scarsa percezione del pericolo, Allegri ha lavorato sull’equilibrio, ottenendo una squadra compatta e organizzata. Come evidenziato anche dalla 'Gazzetta dello Sport', il Milan ha segnato tre gol in meno rispetto alla stagione precedente, ma ne ha subiti molti meno: un compromesso che sta pagando in termini di classifica.
In Serie A i rossoneri sono davanti anche al Napoli, a parità di punti, grazie alla differenza reti: stesso numero di gol fatti, sei in meno quelli concessi. Un dettaglio che potrebbe pesare a fine stagione. Il confronto europeo rafforza il dato. Solo l’Arsenal, con 26 reti subite in 33 partite, fa meglio in termini assoluti nei cinque maggiori campionati. Il Paris Saint-Germain ha incassato 25 gol, ma in 29 gare: la media rossonera è di 0,81 reti subite a partita contro lo 0,86 dei francesi. In rapporto ai minuti giocati, il Milan regge il confronto anche con chi guida i rispettivi tornei.
La solidità nasce dal lavoro collettivo, ma anche dal salto di qualità dei centrali. Matteo Gabbia viaggia a una media voto di 6,23: con lui in campo è arrivata una sola sconfitta, all’esordio contro la Cremonese. Ancora meglio Strahinja Pavlovic (6,29), cresciuto in modo significativo sotto la gestione Allegri dopo una stagione in cui non era considerato imprescindibile. Anche Fikayo Tomori ha ritrovato continuità, come testimonia la chiamata della Nazionale inglese. Positivo l’impatto di Koni De Winter, 24 presenze e un gol alla prima stagione in rossonero. Resta da scoprire il potenziale del giovane Odogu, 19 anni, fin qui impiegato con il contagocce e spesso aggregato al Milan Futuro. Potrebbe essere la prossima scommessa di Allegri.
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