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Novità al Milan, Ibrahimović “si arrende”: fa un passo indietro e ‘benedice’ Rangnick

Zlatan Ibrahimovic, Senior Advisor RedBird per AC Milan
Milan, arriva la retromarcia di Zlatan Ibrahimović? Secondo 'Repubblica' lo svedese cede alla richiesta di pieni poteri di Ralf Rangnick e avalla l'arrivo di Oliver Glasner sulla panchina rossonera per la stagione 2026-2027
Daniele Triolo Redattore 

La trattativa per la rifondazione tecnica del Milan è arrivata alla stretta finale. Nelle prossime ore è attesa la risposta definitiva di Ralf Rangnick alla proposta di assumere la direzione tecnica del club. Il manager tedesco ha da tempo dettato le sue condizioni: pieni poteri decisionali e zero interferenze. Una richiesta che sembrava aver creato un muro insormontabile con Zlatan Ibrahimović, ma che nelle ultime ore ha registrato una clamorosa e inaspettata svolta interna.

La svolta di Ibrahimović: i motivi del passo indietro

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Secondo quanto rivelato da un'indiscrezione di Repubblica, lo svedese sta modificando radicalmente la propria posizione. Se fino a pochi giorni fa Ibra era il baluardo della resistenza contro l'accentramento dei poteri nelle mani del tedesco, ora si sta convincendo che l'ex architetto della galassia Red Bull sia l'unica medicina possibile per curare la crisi rossonera dopo il fallimento dell'ultimo biennio sportivo.


I motivi di questa inattesa retromarcia strategica sono da ricercarsi in una profonda autocritica interna. Come analizzato dal giornalista Andrea Sereni, l'ex fuoriclasse rossonero ha compreso la portata degli errori commessi nelle ultime sessioni di mercato e nella gestione dello spogliatoio. L'eccessiva esposizione mediatica si è rivelata un boomerang. Lo svedese preferisce ora fare un passo di lato, lasciando i riflettori puntati altrove per dedicarsi anche alle sue numerose attività extra-calcistiche.

La strategia di Zlatan: delegare le responsabilità a Cardinale

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La mossa di Ibrahimović nasconde probabilmente anche una precisa logica di auto-conservazione politica all'interno di RedBird. Pur rimanendo l'ombra e la guida sportiva del proprietario Gerry Cardinale, lo svedese non vuole firmare in prima persona la scelta di consegnare le chiavi del club a Rangnick.

La responsabilità formale dell'operazione ricadrà interamente sulle spalle della proprietà e di Massimo Calvelli, il dirigente che ha ereditato alcune deleghe dell'ex AD Giorgio Furlani. In questo modo, Ibra preserva il suo ruolo di Senior Advisor di fiducia, scaricando il peso politico e strutturale di una scelta così divisiva sull'organigramma aziendale.

Crescono le quotazioni di Oliver Glasner per la panchina

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Il disgelo sull'asse Ibrahimović-Rangnick ha l'effetto immediato di accelerare il casting per la guida tecnica della Prima Squadra. Con il via libera politico dello svedese, prende quota in modo definitivo la candidatura di Oliver Glasner, il profilo esplicitamente indicato da Rangnick e fresco di addio ufficiale al Crystal Palace.

L'allenatore austriaco rappresenta il perfetto punto di convergenza. Sposa la filosofia di calcio verticale e intensità totale cara a Rangnick, ma possiede al contempo quel blasone internazionale e quella bacheca ricca di coppe europee in grado di soddisfare i requisiti di competitività richiesti da Cardinale e tollerati da Ibrahimović.