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Milan, Rangnick mette il veto su Ibrahimović. Dal club filtra questa posizione dello svedese

Zlatan Ibrahimovic, Senior Advisor RedBird per AC Milan
Ralf Rangnick detta le sue condizioni al Milan prima dei Mondiali con l'Austria per accettare l'incarico di direttore tecnico: chiesto il controllo totale e stop alle interferenze di Zlatan Ibrahimović. Le ultime novità in questo articolo
Daniele Triolo Redattore 

Il futuro del Milan è entrato ufficialmente nella sua settimana più calda. Tra contatti sotterranei, veti incrociati e scadenze internazionali, la trattativa per portare Ralf Rangnick a Milano è arrivata al definitivo redde rationem. Sullo sfondo non c'è solo il destino della panchina rossonera, ma una vera e propria guerra filosofica tra la visione aziendale di RedBird e il peso politico di Zlatan Ibrahimović.

La mossa dell'Austria per blindare Rangnick prima del Mondiale

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Mentre i vertici rossoneri stringono i tempi, Rangnick continua a raccogliere successi sul campo. A Vienna, l'Austria ha superato la Tunisia per 1-0 in amichevole grazie a una rete di Marcel Sabitzer, dando prova di enorme solidità mentale nel gestire l'inferiorità numerica dopo l'espulsione di Konrad Laimer. Un biglietto da visita ottimale in vista della partenza per gli Stati Uniti d'America, dove gli austriaci affronteranno un girone mondiale (Gruppo J) contro Argentina, Algeria e Giordania.


Proprio per evitare distrazioni e respingere il corteggiamento del Milan, la Federcalcio austriaca ha pronta una contromossa strategica. Ovvero, sottoporre al tecnico un rinnovo di contratto con adeguamento economico prima del fischio d'inizio del Mondiale. La proposta rossonera, tuttavia, continua a stuzzicare le ambizioni del manager tedesco, che ha già incontrato la dirigenza di Via Aldo Rossi sia di persona a Vienna sia in videoconferenza.

Il "Diktat" di Rangnick e il veto su Zlatan Ibrahimović

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I nodi da sciogliere per l'accordo definitivo rimangono legati alle rigide condizioni imposte dall'ex capo del progetto Red Bull. Rangnick esige una libertà d'azione che in Italia si concede raramente a un singolo manager.

  • Unificazione tattica: imporre un unico modulo e un'unica identità calcistica dalla Prima Squadra fino al Milan Futuro e alla Primavera.
  • Staff di fiducia: l'ingresso immediato di un gruppo di 10-12 collaboratori storici nei ruoli chiave.
  • Zero interferenze: autonomia assoluta sul mercato e sulla scelta delle figure dirigenziali.
  • Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il focus del tecnico tedesco si è spostato sulla figura di Zlatan Ibrahimović. Rangnick teme che il Senior Advisor di RedBird – pur non avendo una carica specifica nell'organigramma – possa condizionare le scelte societarie, come l'eventuale promozione di Jovan Kirovski a direttore sportivo della Prima Squadra.

    La posizione di Casa Milan e l'ombra di Rafaela Pimenta

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    Dalla sede di Via Aldo Rossi filtra una linea di assoluta prudenza. La dirigenza ribadisce che il ruolo di Ibrahimović non è cambiato. Lo svedese era resta un socio e un consulente strategico di Gerry Cardinale e non ha l'ultima parola sulla scelta dell'AD, del DS o dell'allenatore. Eppure, le indiscrezioni di mercato tratteggiano uno scenario alternativo qualora il progetto Rangnick dovesse naufragare.

    Se Ibrahimović dovesse riuscire a imporre la propria linea, la sua preferenza per l'area tecnica ricadrebbe sullo spagnolo Ramón Planes (fresco di transizione da DS al ruolo di consulente per l'Al-Ittihad) come direttore sportivo. Per la panchina, invece, i nomi caldi sarebbero quelli di Mauricio Pochettino o Arne Slot. Una suggestione non casuale: sia Planes che Slot fanno parte della scuderia di Rafaela Pimenta, l'erede dell'impero di Mino Raiola da sempre vicinissima agli interessi dell'ex fuoriclasse svedese.