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Milan a Rangnick, le tempistiche per la sua decisione. Ma Ibra si oppone: il motivo

Ralf Rangnick, Commissario Tecnico dell'Austria, è nel mirino del Milan per il ruolo di Direttore Tecnico
Gerry Cardinale vuole Ralf Rangnick alla direzione tecnica del Milan, ma scoppia il caso Zlatan Ibrahimović: tutti i dettagli del piano del tedesco e i nomi che ha già suggerito per la panchina dei rossoneri nella stagione 2026-2027
Daniele Triolo Redattore 

Il Milan è davanti a un bivio storico che potrebbe ridisegnare completamente la struttura tecnica e societaria del club. Gerry Cardinale, managing partner del fondo RedBird, e il suo braccio destro Massimo Calvelli – che ha temporaneamente ereditato alcune deleghe dell'ex AD Giorgio Furlani – sono fortemente orientati ad affidare la direzione tecnica a Ralf Rangnick. Una scelta che rappresenta una vera e propria rivoluzione culturale, ma che sta già innescando profonde tensioni interne a Casa Milan.

Il "modello Red Bull" a Milano: le condizioni di Ralf Rangnick

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Rangnick, classe 1958 e attuale Commissario Tecnico dell'Austria, è attratto dalla sfida di riportare il Milan ai vertici europei. Tuttavia, il manager tedesco – teorico del Gegenpressing e architetto del miracolo calcistico targato Red Bull (Lipsia e Salisburgo) – non è uomo da compromessi. Per accettare la panchina o la scrivania rossonera ha posto condizioni categoriche:


  • Autonomia totale: controllo assoluto sull'area tecnica, senza alcuna interferenza societaria.
  • Staff extralarge: l'inserimento immediato di una dozzina di professionisti di sua assoluta fiducia.
  • Gestione totale della filiera: potere di scelta diretta sul direttore sportivo, sull'allenatore della Prima Squadra, fino alle guide tecniche di Milan Futuro (Under 23) e Milan Primavera.
  • Lo scontro con Zlatan Ibrahimović e il caso Milan Futuro

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    Questo scenario di "pieni poteri" si scontra frontalmente con l'attuale organigramma e, soprattutto, con la figura di Zlatan Ibrahimović. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il Senior Advisor di RedBird ha espresso una ferma contrarietà a concedere carta bianca al manager tedesco durante due i intensi colloqui già avvenuti tra le parti.

    L'insediamento di Rangnick ridimensionerebbe drasticamente il peso politico dello svedese e metterebbe in discussione il lavoro di Jovan Kirovski, dirigente del Milan Futuro fortemente voluto a Milano proprio da Ibrahimović dopo l'esperienza comune a Los Angeles. Il progetto della seconda squadra rossonera, pilastro della strategia di crescita dei giovani del club, rischia così di diventare il primo terreno di scontro ideologico.

    I casting per la panchina: Glasner e Jaissle i primi nomi

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    Mentre Cardinale e Calvelli cercano una difficile mediazione per convincere Ibrahimović della bontà del progetto, la macchina operativa non si ferma. Rangnick ha già tracciato l'identikit per la panchina del Milan, suggerendo due profili di matrice calcistica mitteleuropea perfettamente in linea con il suo credo tattico:

  • Oliver Glasner: tecnico di respiro internazionale, specialista della difesa a tre e dell'intensità verticale. I primi contatti formali sono programmati per la giornata odierna.
  • Matthias Jaissle: profilo più giovane, cresciuto nella scuola Salisburgo, che incarna perfettamente la filosofia di valorizzazione dei talenti della scuderia Red Bull. I colloqui con lui sono previsti nei prossimi giorni.
  • Dentro o fuori: tre giorni per il futuro del Milan

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    La dirigenza rossonera ha pochissimo tempo per sciogliere i nodi interni. È previsto un vero e proprio "dentro o fuori" con Rangnick entro tre giorni. Cardinale dovrà decidere se abbracciare definitivamente il modello della centralità dell'algoritmo e della struttura integrata tedesca, accettando il rischio di una rottura con Ibrahimović, o se fare un passo indietro per preservare l'equilibrio dell'attuale management. La terza via è che sia Ibra a fare un passo indietro, sposando la linea Cardinale-Calvelli su Rangnick.