Lo scontro con Zlatan Ibrahimović e il caso Milan Futuro
—Questo scenario di "pieni poteri" si scontra frontalmente con l'attuale organigramma e, soprattutto, con la figura di Zlatan Ibrahimović. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il Senior Advisor di RedBird ha espresso una ferma contrarietà a concedere carta bianca al manager tedesco durante due i intensi colloqui già avvenuti tra le parti.
L'insediamento di Rangnick ridimensionerebbe drasticamente il peso politico dello svedese e metterebbe in discussione il lavoro di Jovan Kirovski, dirigente del Milan Futuro fortemente voluto a Milano proprio da Ibrahimović dopo l'esperienza comune a Los Angeles. Il progetto della seconda squadra rossonera, pilastro della strategia di crescita dei giovani del club, rischia così di diventare il primo terreno di scontro ideologico.
I casting per la panchina: Glasner e Jaissle i primi nomi
—Mentre Cardinale e Calvelli cercano una difficile mediazione per convincere Ibrahimović della bontà del progetto, la macchina operativa non si ferma. Rangnick ha già tracciato l'identikit per la panchina del Milan, suggerendo due profili di matrice calcistica mitteleuropea perfettamente in linea con il suo credo tattico:
Dentro o fuori: tre giorni per il futuro del Milan
—La dirigenza rossonera ha pochissimo tempo per sciogliere i nodi interni. È previsto un vero e proprio "dentro o fuori" con Rangnick entro tre giorni. Cardinale dovrà decidere se abbracciare definitivamente il modello della centralità dell'algoritmo e della struttura integrata tedesca, accettando il rischio di una rottura con Ibrahimović, o se fare un passo indietro per preservare l'equilibrio dell'attuale management. La terza via è che sia Ibra a fare un passo indietro, sposando la linea Cardinale-Calvelli su Rangnick.
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