Questo scenario è stato confermato pubblicamente dal giornalista Franco Ordine durante la trasmissione SportMediaset Live Riccione ed è stato ripreso dall'edizione odierna del quotidiano Tuttosport. La proprietà statunitense considera la conoscenza fluente della lingua inglese e l'abitudine ai ritmi del calcio britannico come requisiti fondamentali per guidare il processo di internazionalizzazione del brand Milan.
Il casting di Ibrahimović: perché la pista italiana è bloccata
—La linea strategica tracciata da RedBird spiega l'apparente immobilismo del Milan nei confronti dei principali tecnici italiani disponibili sul mercato. Nonostante la libertà contrattuale di profili di prima fascia o di allenatori reduci da ottime stagioni — come Antonio Conte, Thiago Motta, Vincenzo Italiano e Raffaele Palladino — la dirigenza di Via Aldo Rossi ha preferito orientare i propri radar esclusivamente verso l'estero.
I criteri di selezione si focalizzano su allenatori che hanno già affrontato l'esperienza nella massima serie inglese, considerata il punto di riferimento globale per intensità e spettacolo. Il Milan cerca un tecnico moderno, capace di proporre un calcio offensivo e di valorizzare i giovani talenti in rosa.
I profili internazionali monitorati dalla dirigenza rossonera
—Il denominatore comune della lista ristretta definita da Ibrahimović e dal management operativo è proprio il passato recente oltremanica. Tra i profili valutati con maggiore attenzione spiccano:
La convinzione profonda della proprietà milanista è che l'innesto di una figura proveniente dal contesto calcistico della terra d'Albione sia la chiave per ottenere quel cambio di passo atletico, tattico e mentale indispensabile per competere stabilmente ai vertici sia in Serie A che in Europa League.
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