Il tecnico portoghese impara la lezione inglese: flessibilità tattica, passaggio al 4-2-3-1 e chiavi del centrocampo a Luka Modrić e Adrien Rabiot

- Milano
Il Milan di Rúben Amorim ha battuto 3-0 il Lecce nell'ultima giornata di Serie A

Pulisic, modulo flessibile e ... tanto altro: Milan, Amorim potrebbe aver trovato la quadra

La svolta tattica del Milan porta la firma di Rúben Amorim. L'allenatore portoghese, dopo la convincente vittoria per 3-0 a San Siro contro il Lecce, sembra aver recepito gli insegnamenti della sua precedente avventura in Premier League. L'edizione odierna de La Gazzetta dello Sport ha dedicato un approfondimento proprio al cambiamento filosofico dell'ex tecnico del Manchester United, che ha ufficialmente abbandonato ogni rigidità dogmatica per mettere le qualità della rosa rossonera al centro del progetto sportivo.

La lezione inglese e il nuovo pragmatismo di Amorim

A differenza dell'esperienza fortemente negativa sulla panchina del Manchester United, dove un approccio tattico giudicato troppo integralista ne aveva limitato i risultati, Amorim al Milan ha scelto la via del pragmatismo. Non sarà più il gruppo a doversi adattare a moduli preimpostati, ma il contrario. Saranno lo stato di forma, l'estro dei singoli e le necessità di equilibrio collettivo a dettare la strada maestra nelle scelte settimanali.
Rúben Amorim (allenatore AC Milan), qui durante Milan-Lecce 3-0 (Serie A 2026-2027)

L'evoluzione tattica: dal 3-4-2-1 al 4-2-3-1 per Chukwueze e Pulisic

L'esempio più lampante di questa metamorfosi è andato in scena proprio nel match contro il Lecce. Per liberare tutto il potenziale offensivo di Samuel Chukwueze sulla fascia destra, evitandogli ripiegamenti difensivi profondi che ne limitano la lucidità, Amorim è pronto a variare la struttura difensiva passandola da tre a quattro elementi. In quest'ottica, la duttilità di Mario Gila diventa fondamentale: lo spagnolo si allargherebbe nel ruolo di terzino destro bloccato, garantendo copertura alla spinta di 'Chuku'. Sul versante opposto, Pervis Estupiñán scivolerebbe nella linea a quattro come terzino sinistro di spinta.

Questo assetto permette al Milan di mantenere una forte trazione anteriore senza perdere le distanze tra i reparti, mutando il classico 3-4-2-1 in un più fluido 4-2-3-1. In questo scacchiere, la presenza di Christian Pulisic sulla trequarti diventa imprescindibile per qualità, tempi di inserimento ed esperienza, preferito ad opzioni come Ruben Loftus-Cheek ed Omari Hutchinson. Insieme all'americano, Alexis Saelemaekers garantisce l'equilibrio necessario sull'altra corsia, scalzando al momento il giovane Alphadjo Cisse nelle gerarchie iniziali, pur considerando le necessarie rotazioni dovute al calendario fitto.

La gestione del centrocampo: l'intelligenza di Modrić e Rabiot

La nuova filosofia della gestione della rosa emerge con forza anche nella linea mediana. Amorim ha ricomposto una coppia di assoluto spessore internazionale formata da Luka Modrić e Adrien Rabiot. Sebbene la tenuta fisica non consentirà a entrambi di giocare ogni singolo impegno stagionale, l'allenatore è consapevole che la solidità del francese e le geometrie del croato – definito dalla 'rosea' come "il palleggiatore più intelligente del mondo" – offrono una qualità di palleggio e una gestione dei ritmi che nessun altro interprete in rosa possiede.
Di conseguenza, l'energia nei contrasti di Yunus Musah e la freschezza tattica di Ardon Jashari diventeranno armi preziose a partita in corso o nelle rotazioni. Nonostante il progetto iniziale di Amorim prevedesse un Milan basato sul pressing asfissiante e sul recupero immediato della palla (caratteristiche più affini a Musah e Jashari), il tecnico ha preferito assecondare la leadership tecnica dei suoi senatori per garantire stabilità e controllo del gioco.

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