Paolo Condò analizza il momento del Milan di Rúben Amorim sul Corriere della Sera: la crescita tattica, l'impatto di Adrien Rabiot e la sfida con il Bournemouth

- Milano
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Al netto delle fisiologiche difficoltà legate a un nuovo ciclo tecnico, l'avvio della stagione 2026-2027 del Milan, sotto la guida dell'allenatore portoghese Rúben Amorim, si sta rivelando decisamente incoraggiante. Sul rettangolo verde della Serie A e nei palcoscenici dell'Europa League, la compagine rossonera sta trovando una propria precisa identità, capitalizzando il lavoro svolto a Milanello e mettendo a referto numeri che testimoniano una crescita costante del collettivo.

I numeri del Diavolo tra Serie A ed Europa League

Il Diavolo si presenta ancora imbattuto nel massimo campionato italiano, avendo collezionato la bellezza di 15 punti sui 21 complessivi finora disponibili nelle prime 7 giornate. Un ruolino di marcia solido, frutto di 4 vittorie e 3 pareggi, con un reparto offensivo decisamente prolifico capace di siglare 14 gol (con una media esatta di 2 marcature a partita) a fronte di 7 reti subite (una media di una rete incassata a gara, un dato statistico quest'ultimo ancora rivedibile su cui lo staff tecnico sta lavorando intensamente).
Uno stralcio di editoriale di Paolo Condò sul 'Corriere della Sera' sul Milan di Rúben Amorim

In campo internazionale, dopo il passo falso casalingo patito a San Siro contro il Benfica, la formazione di Amorim ha saputo rialzare immediatamente la testa con orgoglio. La roboante vittoria per 4-0 conquistata sul difficile campo del RB Salisburgo ha rimesso subito in linea di galleggiamento i rossoneri, restituendo fiducia a tutto l'ambiente in ottica qualificazione.

La metamorfosi tattica di Amorim: da dogmatico a malleabile

I progressi sul piano del gioco si riflettono nelle prestazioni individuali e collettive. Amorim, sbarcato inizialmente nel calcio italiano con l'etichetta mediatica di tecnico integralista, rigidamente ancorato al suo personale 3-4-2-1, sta in realtà dimostrando una notevole elasticità e malleabilità dal punto di vista strategico. Il mister portoghese sta sapendo adattare moduli e dettami tattici di partita in partita, cucendoli su misura attorno alle caratteristiche specifiche degli interpreti mandati in campo.

Questo prezioso lavoro di semina è stato analizzato e pubblicamente riconosciuto da una delle firme più autorevoli e prestigiose del giornalismo sportivo italiano, Paolo Condò. Nel suo consueto editoriale del mattino sulle colonne del Corriere della Sera, il noto giornalista ha voluto promuovere la gestione del club di Via Aldo Rossi:

"Non gettare a mare Amorim è stata una scelta saggia, il Milan è in crescita e va detto che il periodo di scolarizzazione non ha provocato danni gravi alla classifica. Il tecnico sta aggiungendo minuti alla sua scherma incisiva, e in Adrien Rabiot ha trovato un leader".

Il focus di Condò: la gestione dei 95 minuti e il Bournemouth

Nel corso del suo approfondimento, Condò non ha mancato di evidenziare come la strada verso la perfezione sia ancora lunga e richieda ulteriori correttivi. L'esempio lampante è arrivato nell'ultimo turno di campionato contro l'Atalanta, dove il Milan ha espresso un calcio spumeggiante per ben 65 minuti su 95 totali, prima di subire il prepotente ritorno della 'Dea' che ha rischiato di trasformare un rotondo 3-0 in un clamoroso 3-3 finale. Tuttavia, secondo la prestigiosa firma del quotidiano milanese, quanto mostrato sul terreno di gioco dai rossoneri resta ampiamente "abbastanza per fare risultato a Bournemouth rimettendosi in bolla anche in coppa". Un'attestazione di stima importante per la banda di Amorim, attesa ora da conferme cruciali nei prossimi impegni ufficiali in calendario.

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