L'editoriale di Alessandro Bocci boccia la prova dei rossoneri a Reggio Emilia: l'1-1 evidenzia i limiti tattici del Milan e l'involuzione dell'attacco
Sassuolo-Milan 1-1: Top e Flop rossoneri, le pagelle della partita del 'Mapei Stadium'
“Siamo appena alla sesta giornata, ma è già arrivato il momento di chiederselo: per cosa lottano Milan e Juventus?” Inizia proprio con questo pesante interrogativo l'editoriale firmato dal giornalista Alessandro Bocci sulle pagine del Corriere della Sera oggi in edicola. La prestigiosa firma del quotidiano generalista ha voluto accendere i riflettori sulla crisi d'identità che sta colpendo contemporaneamente il Milan di Rúben Amorim e la formazione bianconera, le quali sembrano viaggiare quasi di pari passo in questa travagliata fase iniziale della Serie A 2026-2027.
Il fine settimana di campionato ha infatti sancito il medesimo verdetto per entrambe le big: un opaco 1-1 per il Milan sul campo del Sassuolo al Mapei Stadium e lo stesso identico risultato per la Juventus a Cagliari, entrambi maturati al termine di prestazioni complessivamente molto deludenti. Come sottolineato da Bocci nel suo fondo, vincere sempre per club con una tradizione così importante rappresenta una dolce condanna, che da qualche anno a questa parte si è trasformata in un peso capace di mandare in totale confusione i due ambienti. Ma è l'analisi sul Diavolo a destare le riflessioni più profonde.
L'immaturità del Mapei Stadium: la gestione del vantaggio è un problema
I rossoneri erano pure riusciti a sbloccare la complicata trasferta di Reggio Emilia al 63' grazie a una splendida rete di Adrien Rabiot, ma si sono fatti ingenuamente agganciare appena cinque minuti più tardi, al 68', dalla zampata sotto misura del difensore neroverde Cas Odenthal. Secondo il parere di Bocci, in quel preciso frangente il Milan ha mostrato un'immaturità disarmante all'interno di una partita spigolosa che non ha evidentemente saputo leggere né tantomeno gestire a livello psicologico.L'opinionista del Corriere della Sera ha descritto un Diavolo inizialmente troppo lento e compassato nell'approccio, e successivamente del tutto incapace di congelare e amministrare un vantaggio che pure era stato meritato grazie alla fiammata di Rabiot. Al Milan non è bastata una mezz'ora di gioco espressa a buon livello, a cavallo tra la fine della prima frazione e l'alba della ripresa, per mettere in cassaforte tre punti che, alla fine della fiera, la squadra non avrebbe forse nemmeno meritato del tutto di portare a casa.
I nodi di Rúben Amorim: l'equivoco tattico e il rebus Gonçalo Ramos
I fari della critica si spostano inevitabilmente sulla panchina e sulle scelte del tecnico portoghese. La rivoluzione tattica tentata da Amorim, caratterizzata dal passaggio dall'ormai collaudato 3-4-2-1 a un sistema fluido oscillante tra il 4-2-3-1 e il 4-4-2 – poi subito rinnegato e corretto a gara in corso nel secondo tempo –, non ha prodotto gli effetti sperati sul rettangolo verde. Mancano la necessaria continuità all'interno dei novanta minuti, la necessaria freddezza sotto porta e, soprattutto, una solida organizzazione difensiva sulle palle inattive, come testimoniato dal gol incassato da corner.© RIPRODUZIONE RISERVATA