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INTERVISTE

UEFA, Ceferin: “Superlega contro ogni logica, razzismo? Una vergogna”

Aleksander Ceferin UEFA
Aleksander Ceferin, presidente dell'UEFA, in un'intervista concessa a La Repubblica, ha toccato vari temi, tra cui Superlega e razzismo
Matteo Boninsegna

Aleksander Ceferin, presidente dell'UEFA, si è concesso in una lunga intervista a La Repubblica, nella quale ha affrontato diversi temi, tra cui la Superlega e il razzismo. Ecco, dunque, le sue dichiarazioni.

Sulla Superlega: "Se l'UEFA è uscita sconfitta dalla sentenza della Corte di Giustizia europea? Nient’affatto. Ripeto che il press officer ha confezionato un comunicato diverso dalle parole della sentenza: un pacco ben infiocchettato per i nostri oppositori, ma dentro non c’era nulla. La Superlega è contro ogni logica del calcio. E se nessuno la vuole, nessuno la fa. Se non temo che altri club seguano Real Madrid e Barcellona? No, la stabilità dei club è garantita dalle competizioni Uefa. Il 100% dei club tedeschi, inglesi e francesi, il 90% degli spagnoli, anzi tutti tranne 2, e l’80 % di quelli italiani si sono pronunciati pubblicamente contro la Superlega: è difficile organizzare una competizione senza tutti questi club. Solo 2 club in Serie A non ci hanno appoggiato, e tra questi non c’è la Juventus. I dirigenti del calcio italiano stanno facendo del loro meglio".


Sul razzismo: "Un disastro, una vergogna. Ma non possono essere solo gli organismi calcistici a intervenire. Devono farlo i governi nazionali. Questi comportamenti idioti nascono a casa e a scuola. Vanno estirpati alla radice: è un tema educativo. Per ora questa è principalmente una nuova era in cui il populismo e l’estrema destra puntano al potere in tutta Europa. L’Italia dovrebbe preoccuparsi del razzismo. Noi possiamo punire i club e chiudere gli stadi, ma non siamo la polizia. In Croazia hanno arrestato due razzisti e li hanno incarcerati e banditi dagli stadi".

Sulle soluzioni da adottare: "Lo 0-3 a tavolino per le squadre dei tifosi razzisti? Ma i razzisti non sono tifosi, sono idioti che usano gli stadi per la loro ideologia: non si preoccupano di danneggiare i club. Vogliono creare problemi. I social media alimentano gli odiatori grazie all’anonimato. Rispolvero Eco: prima potevano farlo al bar davanti a un bicchiere di vino, ora si sentono dei Nobel. Però possiano boicottarli, trovare i loro account. Il sistema di monitoraggio UEFA funziona". LEGGI ANCHE: Milan-Bologna, le dichiarazioni di Pioli nella conferenza della vigilia >>>

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