Intervista a Strahinja Pavlović: il difensore del Milan parla del rapporto con Ruben Amorim, delle voci sul rinnovo e del crollo della passata stagione

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Strahinja Pavlović è uno dei punti di riferimento del Milan anche con Ruben Amorim in panchina: il difensore serbo continua la sua crescita da braccetto di sinistra nel 3-4-2-1 rossonero. L'ex Salisburgo è stato intervistato da 'Tuttosport'.

Ormai è alla sua terza stagione con la maglia rossonera:

"Mi piace tanto stare qui e mi trovo benissimo a Milano, una città dove mi sono ambientato bene con la mia famiglia anche se da quando è nato mio figlio passo il tempo fra casa e Milanello".

In estate c'è stato qualche interesse importante sul mercato?

"Le opportunità ci sono sempre, ogni estate e capitano a tutti i giocatori. Ma io non volevo andare via, quando ho parlato la prima volta con Amorim ho capito di essere un giocatore importante per lui. Rinnovo? Qua sto bene e voglio restare".
Pavlović: "Sto bene al Milan. Non mi spiego cosa sia successo con il Cagliari. Cisse mi ha sorpreso"

Ci sono infatti già voci importanti su un possibile rinnovo di Pavlović con il Milan: il contratto del difensore serbo è in scadenza a giugno 2028 e il Diavolo potrebbe adeguargli lo stipendio visto che è diventato un perno della difesa rossonera.

In estate è arrivato Ruben Amorim:

"È un allenatore ancora giovane, mi piace perché si capisce che comprende bene cosa pensano e provano i calciatori. Sul campo, come è giusto che sia, è un duro e pretende il massimo, ma fuori è una persona gentile e cordiale".

Il portoghese ha un'idea di calcio quasi opposta rispetto ad Allegri:

"Siamo tutti professionisti e chi più, chi meno, abbiamo avuto diversi allenatori nelle nostre carriere, con differenti metodologie di lavoro. Abbiamo bisogno di tempo per imparare, ma penso che dopo due mesi si stiano già notando dei miglioramenti".

L'impatto di Allegri nella sua crescita calcistica:

"Assolutamente. Penso che per un difensore sia fondamentale fare un'esperienza in Italia e Allegri è uno degli allenatori più bravi nell'insegnare la fase difensiva. Con Amorim giochiamo di più con la palla e potrò sicuramente migliorare in altri aspetti".

Contro il Torino e contro il Venezia è uscito meno palla al piede rispetto a quanto faceva con Allegri:

"È cambiato il gioco, prima eravamo bassi e partivamo in contropiede, ora giochiamo più alti e alle mie spalle ho più campo da coprire. Se prima potevo attaccare, sapendo di avere più compagni dietro di me, adesso so che se avanzo, posso scoprire la mia zona. Inoltre dopo due anni gli avversari conoscono le mie caratteristiche, quindi è più difficile sorprenderli".

Il retroscena sul crollo dello scorso anno e la Champions persa

Lo scorso anno il Milan è stato in corsa per lo Scudetto fino a febbraio, poi dal mese di marzo in poi è crollato perdendo anche la qualificazione in Champions League. Come si spiega questo crollo?
"È una cosa difficile da spiegare, anche io non capisco ancora oggi cosa sia successo col Cagliari all'ultima giornata: eravamo in casa, davanti ai nostri tifosi, contro una squadra già salva. Come diceva Allegri, il calcio l’ha inventato il Diavolo. Penso comunque che tutto sia cominciato dalla sconfitta con la Lazio dopo la vittoria nel derby di ritorno. Era la partita decisiva per provare a rientrare in lotta per lo scudetto, invece abbiamo perso e credo ci sia stato contraccolpo mentale. Inoltre pensavamo comunque di essere certi di entrare in Champions e abbiamo abbassato la concentrazione".

Il giudizio sui nuovi acquisti e la sorpresa Cisse

Cosa ne pensi di Gila e dei nuovi acquisti:
"Mario mi piace, è forte così come Ramos. E presto scopriremo anche gli altri. Però voglio spendere una parola per Cisse, mi ha davvero sorpreso: è giovane, ma sembra che abbia alle spalle 200 presenze in A".

Quanto è importante la presenze di Cardinale?

"È sempre bello quando un proprietario sta così vicino alla squadra. Tutti abbiamo avuto modo di parlare più volte con lui, si vede che è felice, entusiasta, è carico di vivere questa esperienza in prima linea. E non vuole più vedere una stagione come quella passata. Vuole vincere come tutti noi, vogliamo fare bene in campionato e provare ad arrivare in fondo all'Europa League perché siamo il Milan".

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