Le dichiarazioni integrali di Mario Gila a 'La Gazzetta dello Sport': i segreti della nuova difesa rossonera e il retroscena di mercato su Igli Tare

- Milano
La probabile formazione di Torino-Milan di domenica 23 agosto 2026: Adrien Rabiot nel tridente, Samuel Chukwueze titolare?

Milan, la probabile formazione nell'esordio a Torino: Rabiot trequartista e Chukwueze titolare?

Il nuovo corso del Milan trova in Mario Gila uno dei suoi interpreti più lucidi e ambiziosi. Il difensore centrale, arrivato nel calciomercato estivo dalla Lazio per 30 milioni di euro (bonus inclusi), ha rilasciato una profonda intervista a La Gazzetta dello Sport dopo la vittoria per 4-2 contro il Manchester United. Dal centro sportivo di Milanello, lo spagnolo ha svelato i dettagli della rivoluzione tattica imposta da Rúben Amorim, il ruolo decisivo di Igli Tare e Massimiliano Allegri nei contatti primaverili, i rifiuti a Napoli e Atalanta, e l'impatto nello spogliatoio rossonero di una leggenda vivente come Luka Modrić.

Mario Gila, difensore AC Milan, ha parlato a 'La Gazzetta dello Sport'

La rivoluzione tattica di Amorim: "Difendiamo alti, giochiamo al millimetro"

Il rientro in campo dopo il problema alla coscia destra ha permesso a Gila di saggiare i nuovi dettami dell'allenatore portoghese, radicalmente opposti rispetto alla passata gestione rossonera. Il centrale iberico ha spiegato le differenze strutturali: "La scorsa stagione il Milan aveva uno stile di gioco diverso ... magari la squadra aspettava di più e difendeva maggiormente con il blocco basso. Quest’anno l’interpretazione tattica è totalmente diversa e i tre dietro stanno molto più alti, alzando il baricentro".

Un atteggiamento propositivo e offensivo che esalta le caratteristiche dell'ex laziale, ma che non ammette la minima sbavatura di concentrazione sul terreno di gioco: "Giocare con la linea più alta è sicuramente più rischioso ... dietro devi giocare al millimetro, essere molto preciso e sincronizzato nei movimenti. Contro lo United ci è successo un paio di volte di non essere messi bene e in situazioni così gli avversari possono arrivare facilmente in porta".

Retroscena di mercato: dal Milan nel destino ai no a Napoli e Atalanta

L'approdo di Mario Gila in rossonero ha radici profonde, nate mesi prima della sessione estiva, quando l'assetto societario e tecnico del Diavolo presentava altri protagonisti. Il difensore ha voluto rendere merito all'ex dirigente biancoceleste: "Un fattore molto importante in questa decisione è stato Tare. Lo ringrazio tantissimo perché ha messo il mio nome nella testa del Milan fin da subito, già a marzo, quando c'erano Allegri e Tare".

Una corte serrata che ha spinto il calciatore a rifiutare altre importanti piazze della Serie A pur di vestire la maglia del club di Via Aldo Rossi: "A maggio e giugno sono stato accostato al Napoli e all’Atalanta, ma ho voluto fortemente il Milan perché le parole di Tare erano molto positive. Poi ho ricevuto la chiamata di Ruben e mi ha subito convinto. Anche se mi volevano altre squadre, ho sempre considerato che il Milan fosse la scelta migliore".

L'effetto Modrić e la mentalità vincente tra Serie A ed Europa League

L'intervista si sposta poi sul valore dell'organico e sulle ambizioni della presidenza guidata da Gerry Cardinale. Gila ha mostrato una sintonia totale con la linea societaria, focalizzando l'obiettivo sulla conquista di trofei sia in ambito nazionale che in Europa League: "A me piace la mentalità di vincere tutto. Non c'è verso di non vincere. Se questa cosa entra nella testa di tutti, affrontando partita dopo partita, riusciremo ad ottenere cose molto positive e daremo allegria ai tifosi".
A cementare questa mentalità vincente contribuisce la presenza a Milanello di un campione assoluto come Luka Modrić, già incrociato da Gila ai tempi delle giovanili nel Real Madrid. Un cerchio che si chiude sotto la sponda rossonera del Naviglio: "Ritrovarmi con Luka qua al Milan per me è un regalo del destino. Mi piace parlare con lui, ascoltare i suoi suggerimenti. Sono sicuro che mi farà migliorare tantissimo come giocatore e, soprattutto, come mentalità", ha chiosato il difensore spagnolo.

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