L'ex attaccante rossonero spara a zero al Corriere della Sera: critiche pesanti a Rafael Leão, dubbi sul tecnico e Milan fuori dalla lotta per il titolo

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Il grande ex attaccante del Milan, Paolo Di Canio, Campione d'Italia e Supercampione d'Europa in rossonero tra il 1994 e il 1996 con 53 presenze e 7 reti complessive, ha rilasciato una lunga intervista esclusiva al Corriere della Sera oggi in edicola, analizzando senza peli sulla lingua il momento del club di Via Aldo Rossi, il futuro di Rafael Leão nel mirino del Galatasaray e l'impatto del nuovo allenatore Rúben Amorim sulla panchina del Diavolo. L'attuale opinionista di Sky Sport ha espresso forti perplessità sulla mentalità della stella portoghese e sulle prime dichiarazioni del tecnico lusitano, tracciando inoltre una griglia di partenza per la Serie A che vede i rossoneri leggermente attardati rispetto alle dirette concorrenti per lo Scudetto.

Paolo Di Canio, ex attaccante AC Milan, ha parlato in esclusiva al 'Corriere della Sera' oggi in edicola, anche dei rossoneri

L'affondo più duro di Di Canio è arrivato proprio sul numero 10 rossonero, il cui futuro a Milano resta un rebus di mercato a causa del forte corteggiamento dei turchi del Galatasaray. L'ex fantasista ha criticato l'altalena di prestazioni e l'atteggiamento indolente del portoghese: "Stiamo sempre a chiederci perché fa quattro buone partite e poi si ferma. È passato da un allenatore all’altro e ha sempre lo stesso atteggiamento". Di Canio ha poi rigettato con forza la filosofia del "divertimento" sbandierata da Amorim per rigenerare l'esterno: "Smettiamola, in campo chi è che si diverte? Si suda, si lavora, si corre e soprattutto ci si sacrifica. Il calcio è un lavoro, una cultura fatta di regole date da una società brava a farle rispettare".

I dubbi su Rúben Amorim e i retroscena al Manchester United

L'opinionista televisivo non ha risparmiato critiche nemmeno nei confronti di Rúben Amorim, reduce dall'esperienza tutt'altro che esaltante in Premier League sulla panchina del Manchester United. Pur riconoscendolo tra i migliori tecnici emergenti del panorama europeo, Di Canio ha sollevato forti dubbi sulla gestione dello spogliatoio da parte del portoghese, ricordando i suoi trascorsi in Inghilterra: "Pronti-via, per motivi disciplinari mise Marcus Rashford fuori rosa. Ha voluto fare il duro con un club storico, poi ha fatto fuori Kobbie Mainoo e non l’ho trovato corretto. Ora dice che Leão deve divertirsi ... Non capisco. Musica e sfilate sono contemplate?".
Secondo la griglia di partenza disegnata dall'ex calciatore rossonero, il nuovo Milan non sembra avere le carte in regola per lottare per il titolo tricolore, dovendosi accontentare di una corsa per un piazzamento nella prossima Champions League. Di Canio vede infatti l'Inter nettamente distaccata in pole position, seguita a ruota da Juventus e Napoli, collocando la squadra di Amorim in seconda fila insieme alla Roma.

Il ricordo inedito e ironico di Franco Baresi

A stemperare i toni di un'analisi durissima è stato un bellissimo e singolare ricordo legato allo storico capitano Franco Baresi, con cui Di Canio ha condiviso lo spogliatoio a Milanello per due stagioni. L'ex attaccante ha raccontato un aneddoto legato a una fotografia custodita gelosamente a casa sua: "Siamo a bordo piscina in Cina, io e lui in posa da bodybuilder. Lui faceva il braccio duro e rideva a squarciagola. Il mio Franco è lui, il capitano sorridente che poi in campo però mi fulminava solo con lo sguardo". Un attestato di stima totale verso un'icona del milanismo, simbolo di quella cultura del lavoro che oggi Di Canio fatica a ritrovare nel gruppo rossonero.

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