Andrea Conti si confessa a "Il Corriere della Sera": dal calvario degli infortuni al Milan fino al rapporto con Pioli e i pianti della Primavera per Ibrahimovic

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Bartesaghi: "Chi mi ha impressionato di più? Gila. Amorim grande allenatore, sul ruolo ..." | PM Video

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Andrea Conti non ha avuto una carriera fortunata con il Milan: arrivò nel 2017 pagato circa 25 milioni di euro dall'Atalanta. Purtroppo il terzino italiano è stato falcidiato dagli infortuni nella sua avventura in rossonero. Ecco il suo racconto a "Il Corriere della Sera" sulla rottura del crociato del ginocchio:

"Una mazzata. Ho capito subito che si trattava di qualcosa di grave. Uno sconforto totale. Ero al primo anno al Milan, avevo appena conquistato la Nazionale. Le prime soddisfazioni dopo tanti sacrifici. E in quei momenti i pensieri sono infiniti. Quando e come sarei tornato? Se la caviglia avesse causato l’infortunio? La responsabilità nei confronti di club e tifosi... Anche se il peggio doveva ancora arrivare. L’intervento non è andato bene. Mesi dopo, mi sono rotto per la seconda volta il crociato: dopo sei mesi ero tornato in campo. Una sovrapposizione durante un allenamento e la gamba mi è ceduta. Un’altra volta. E sapete cosa mi ha detto Gattuso subito dopo? “Andrea, immaginavo che sarebbe successo. Ogni volta che ti vedevo correre, mi voltavo. Avevo la sensazione che potesse risuccedere da un momento all’altro”. Mi è stato molto vicino in quei mesi".
Conti: "Pioli non mi considerava. Maldini fondamentale". Retroscena sui pianti per colpa di Ibrahimović Un doppio stop pesantissimo per Andrea Conti che non è mai riuscito a trovare la continuità in rossonero proprio per i tanti infortuni e anche i tanti cambi in panchina. I numeri della sua esperienza al Diavolo dicono tutto:

  • Il classe 1994 ha giocato solamente 52 partite ufficiali in rossonero;
  • Ha messo a referto appena 5 assist complessivi;
  • Un bottino decisamente esiguo, visto che a Bergamo era uno dei prospetti più interessanti del suo ruolo.

Il rapporto con Giampaolo e l'addio in silenzio con Pioli

Conti ha parlato anche del suo ritorno in campo dopo i due gravi infortuni e del feeling mai scattato con i diversi allenatori:
"Con Giampaolo non giocavo, non ero il suo terzino ideale. Non vedeva neanche Theo… Anche se quando è stato esonerato, mi aveva detto che ero il giocatore che più era migliorato con lui. Con Pioli ho fatto tutto il finale di stagione da titolare. Mi sentivo bene, finalmente. Alla penultima giornata, un problema al menisco. In estate mi sono operato. Una volta iniziato il nuovo campionato, solo panchine".

E qui l'ex terzino rossonero spiega il suo percorso con Stefano Pioli:

"Non lo so. Pioli non mi ha mai dato una spiegazione. Eppure ero lo stesso giocatore dell’anno precedente. Ma non mi considerava. E per un giocatore non c’è cosa peggiore che essere invisibile. Due crociati, il recupero, dopo mesi ero tornato a sentirmi il Conti di prima e poi questa scelta. Non è stato semplice".

Il Milan dello Scudetto e il retroscena shock su Ibrahimovic

Un'esperienza a Parma e il ritorno al Milan nell'anno dello Scudetto in cui molte cose cambiarono. Lo racconta anche Conti che parla di un’atmosfera diversa grazie al lavoro di Pioli e alla presenza di Paolo Maldini, definita dall'ex difensore come "fondamentale". Conti ha poi parlato del ruolo di Zlatan Ibrahimović:
"E l’arrivo di Ibrahimovic qualche mese prima è stato decisivo. Con lui eri costretto ad alzare il livello. Mi è capitato di vedere ragazzi della Primavera piangere quando erano aggregati con la prima squadra per certi suoi comportamenti. Fuori dal campo, invece, cambiava: scherzoso e simpatico".

Interessante questo aneddoto sullo svedese che è sempre stato un leader in campo. Il suo ritorno al Milan riportò piano piano il club in vetta al calcio mondiale fino proprio alla vittoria dello Scudetto, in cui il suo ruolo fu fondamentale specialmente per gli equilibri dello spogliatoio.

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