Luka Modrić ha appena compiuto 41 anni e l'allenatore Rúben Amorim ne centellina le forze: l'impatto del cambio di modulo e lo sfogo post-Benfica

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Milan, guarda Modrić: gol e grande prestazione con la Croazia | Video

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La gestione atletica e tattica di Luka Modrić rappresenta uno dei nodi cruciali del nuovo corso del Milan affidato a Rúben Amorim. Nel corso della sua intervista esclusiva rilasciata ai microfoni di Sky Sport Insider, l'allenatore lusitano si è soffermato a lungo sul minutaggio del fuoriclasse croato, che lo scorso 9 settembre ha spento 41 candeline. Consapevole che il Pallone d'Oro 2018 non potrà disputare ogni singolo impegno nel fitto calendario tra Serie A, Europa League e Coppa Italia, il tecnico ha svelato la sua strategia per preservare la qualità del numero 14 rossonero senza logorarne la tenuta fisica.

Luka Modrić (centrocampista AC Milan), qui durante Milan-Lecce 3-0 (Serie A 2026-2027)

L'elogio di Amorim: "Modrić si allena come un ragazzino"

Amorim ha usato parole al miele per descrivere l'attitudine quotidiana del campione di Zara, spegnendo sul nascere ogni potenziale polemica legata alle rotazioni: "Sto cercando di gestirlo nel modo migliore per la squadra. È impossibile che un giocatore di quell’età giochi sempre a quell’intensità. L’unica cosa che posso dire è che Luka si allena come un ragazzino, con una voglia e un entusiasmo che fanno piacere a tutti. Ama il calcio, ama stare sul campo e questo è fondamentale per noi. Sono davvero contento di averlo nel gruppo".

Dichiarazioni d'oro per il fuoriclasse, attualmente impegnato in Nations League con la maglia della Croazia. Modrić, d'altronde, non aveva digerito al meglio i 90 minuti trascorsi interamente in panchina nella sfida europea contro il Benfica, coincisa peraltro con l'unica ma dolorosa sconfitta stagionale finora incassata dal Diavolo.

I numeri di Modrić e la metamorfosi tattica rispetto ad Allegri

L'analisi dei dati evidenzia chiaramente la transizione del croato all'interno delle gerarchie rossonere. In questo avvio di campionato, Modrić ha collezionato 311 minuti sui 450 complessivi disponibili nelle prime cinque giornate. Il suo status è inevitabilmente cambiato rispetto alla gestione della passata stagione sotto la guida di Massimiliano Allegri, dove l'ex Real Madrid fungeva da titolare fisso e inamovibile. A pesare sulla gestione dello spazio in campo è soprattutto la rivoluzione tattica attuata da Amorim. Con il passaggio strutturale dal vecchio 3-5-2 allegriano al dinamico 3-4-2-1 (e al recente 4-2-3-1 testato a Milanello), la linea mediana ha perso un elemento di rottura. Trovandosi protetto da un centrocampista in meno, Modrić è costretto a coprire porzioni di campo doppie e a correre con un'intensità differente. Nonostante non possa più garantire la presenza fissa dal primo minuto, la sua straordinaria esperienza e le geometrie d'autore restano un'arma illegale a partita in corso e nelle rotazioni del Milan.

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