L'ex dirigente rossonero parla a Rai Radio 1. Bordate alle ambizioni del club e forti dubbi sul 3-5-2 del tecnico: “Rosa corta per l'Europa League”
- Milano
Boban: "Obiettivo Champions League? Al Milan non devi partecipare, devi vincere"
Tornano a far discutere le dichiarazioni di Zvonimir Boban sul momento del Milan. L'ex centrocampista rossonero dal 1992 al 2001 e successivamente dirigente all'inizio dell'era Elliott, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Radio Anch'Io Sport, la storica trasmissione condotta da Filippo Corsini e Guido Ardone sulle frequenze di Rai Radio 1. Tra i vari temi trattati, spicca una dura analisi sulle ambizioni del club e sul calcio espresso da Rúben Amorim.
Boban attacca la mediocrità: “Il Milan deve puntare a vincere”
L'ex leggenda croata ha voluto chiarire le sue recenti affermazioni rilasciate al Festival dello Sport di Trento, dove aveva criticato l'obiettivo del club di accontentarsi del piazzamento europeo. Interpellato in radio, Boban ha risposto con fermezza: “Non ho capito cosa avrei detto di così speciale sul Milan al Festival di Trento. Ho detto che il Milan dovrebbe ambire a vincere, eppure leggo di 'veleno di Boban'. Non capisco quanto sia cambiata l'idea di cosa dovrebbero essere il Milan e i suoi tifosi: non possiamo essere mediocri. Se si accetta che l'ambizione massima sia ogni anno la qualificazione in Champions, allora non ho capito nulla di quello che mi hanno insegnato in Italia”.
La critica tattica ad Amorim: “La difesa a tre è illogica”
Sollecitato sul Milan attuale, reduce da un ottavo e un quinto posto nelle ultime stagioni, Boban è stato come sempre diretto e senza filtri, sollevando forti dubbi sulla gestione tattica di Amorim: “Per adesso il Milan tiene duro, anche se il gioco non sembra promettere grandi cose. Questo sistema 3-5-2, che diventa un 5-2-3 o un 3-4-3, alla fine si trasforma in una difesa a cinque con i giocatori sulle fasce che si massacrano: è un po' illogico. Se Rúben Amorim riuscirà, con il buon spirito che ha portato, ad andare fino in fondo in Europa League pur con una rosa non profonda, saremo tutti felici. Io ne dubito, come ne dubita gran parte dell'Italia calcistica che analizza la situazione con più profondità e qualità”.Scarica la nuova app Pianeta Milan
Il giudizio finale sul tecnico: “Serve continuità, ma serve anche tempo”
La chiosa del croato, vincitore di ben 9 trofei in maglia rossonera (tra cui 4 Scudetti e una Champions League), si concentra proprio sul lavoro del nuovo allenatore portoghese, pur ribadendo le proprie perplessità sul modulo prescelto: “Se mi sta convincendo? È ancora presto. Come ho detto, non amo il gioco a tre dietro: le corse diventano lunghe e faticose. Contro il Lecce è andata meglio rispetto alle partite in cui il Milan ha subito tanto, ma siamo solo all'inizio del processo. Bisogna lasciargli tempo. Deve convincere con i risultati tutti noi, ed è normale che gli serva continuità per lavorare”.© RIPRODUZIONE RISERVATA
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