L'ex tecnico rossonero promuove il debutto di Rúben Amorim a Torino, esalta l'impatto dei big e traccia la strada per correggere la fase difensiva

- Milano
Grafica TOP e FLOP, le pagelle del Milan per le partite di Serie A, Europa League, Coppa Italia 2026-2027 | AC Milan News

Torino-Milan: top e flop rossoneri, le pagelle / Serie A News

Il debutto vincente di Rúben Amorim sulla panchina del Milan, sancito dal 2-1 contro il Torino in Serie A, ha ricevuto una prestigiosa promozione da parte di Fabio Capello. In un'intervista esclusiva concessa a La Gazzetta dello Sport, l'ex tecnico rossonero ha analizzato l'impatto tattico e la preparazione metodologica dell'allenatore portoghese, evidenziando le analogie e le profonde differenze strutturali con il passato glorioso del club del Diavolo.

L'orgoglio del Milanismo e il confronto storico con il ciclo di Capello

Capello ha espresso grande soddisfazione per la profonda conoscenza della storia rossonera mostrata da Amorim, un fattore che giustifica il trasporto emotivo e l'esultanza spontanea del tecnico lusitano alla rete decisiva del giovane Alphadjo Cissè. L'ex allenatore friulano ha sottolineato come l'eco dei trionfi europei del Milan - anche del suo, nella seconda metà degli anni Novanta - continui a influenzare le nuove generazioni di tecnici all'estero.
Fabio Capello, ex giocatore e allenatore AC Milan, ha rilasciato un'intervista sui rossoneri a 'La Gazzetta dello Sport' oggi in edicola

Tuttavia, "Don Fabio" ha tenuto a precisare che le situazioni di partenza tra il suo primo ciclo e quello attuale sono differenti. Mentre il suo Milan ereditava una struttura colma di certezze e campioni straordinari pur arrivando da una stagione deludente, la squadra di Amorim si trova all'anno zero. Il portoghese dovrà lavorare intensamente per dare una fisionomia tattica definita e stabile a un gruppo in piena fase di transizione identitaria.

La metamorfosi tattica: il fattore Rabiot e l'equilibrio di Musah

L'analisi si è poi spostata sulle risposte fornite dal campo dello Stadio Olimpico Grande Torino, dove il Milan ha mostrato una personalità e una voglia di pressare alto che hanno sorpreso lo stesso Capello, preoccupato dalle precedenti amichevoli estive contro il Chelsea. La svolta strategica della partita è coincisa con l'ingresso in campo dei senatori della squadra:
  • Adrien Rabiot trequartista: schierato in posizione avanzata, il francese ha spaccato il match dimostrandosi più pericoloso e determinante negli ultimi metri.
  • Yunus Musah in mediana: lo statunitense ha garantito un ordine tattico superiore ai suoi standard ordinari, integrandosi perfettamente nelle richieste geometriche di Amorim.
  • Il fattore Alphadjo Cissè: Capello ha elogiato il coraggio di lanciare subito un giovane talento italiano, un segnale forte e raro per l'intero panorama della Serie A.

I nodi da sciogliere: la gestione dell'area e il livello di pressione

Nonostante l'ottimo debutto e l'importanza psicologica di iniziare il campionato con una vittoria esterna, Capello ha individuato i margini di miglioramento strutturali su cui Amorim dovrà focalizzare il proprio lavoro nei prossimi mesi. Il Milan deve dimostrare di saper mantenere la stessa fluidità di manovra anche contro avversari europei dotati di ritmi di pressione asfissianti, come già emerso nelle difficoltà palesate contro l'intensità del Chelsea.
Il vero campanello d'allarme rimane però la fase difensiva all'interno della propria area di rigore. Negli ultimi quindici minuti della sfida contro il Torino, il Milan ha palesato i medesimi difetti di concentrazione della passata stagione, concedendo diverse palle gol ai granata e subendo una rete su situazione di calcio piazzato. Un deficit di attenzione che separa ancora la squadra dal livello delle grandi potenze continentali.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti