L'ex calciatore commenta gli acquisti di Ramos e Gila e mette in guardia sul calcio offensivo di Amorim in Serie A
Centralità, gioco e comunicazione: ecco come Amorim sta cambiando il Milan
Il nuovo Milan sta prendendo forma. Negli ultimi mesi nell'ambiente rossonero è accaduto di tutto: l'esonero di Allegri e Tare, con Moncada e Furlani, ha dato il via alla rivoluzione del Diavolo. Da quel momento, Cardinale è salito in cattedra e ha deciso di stravolgere tutto e prendere le redini del Club: nominato il nuovo allenatore, Amorim, gli è stato affidato un ruolo fondamentale anche in termini decisionali sul mercato, riservandogli il potere di consigliare e puntare sugli uomini che ritiene più adatti alla propria idea di gioco. Un attestato di fiducia nei suoi confronti che si è ben presto tramutato in azioni, con l'acquisto lampo di Gonçalo Ramos e Mario Gila per una cifra record di 100 milioni spesi in un brevissimo lasso di tempo.
Questo Milan punta a vincere e i due acquisti ambiziosi, effettuati a inizio mercato, sembrano essere indice di tale volontà. Si è espresso a tal proposito anche Massimo Mauro, ex calciatore ora opinionista, che ha commentato così i due acquisti rossoneri in un intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport:
"Se mi piacciono i nuovi acquisti del Milan? Soprattutto Gila, perché su Ramos ho qualche dubbio: non era titolare al Psg e i rossoneri sperano di ripetere quanto accaduto con Giroud, che in Inghilterra non era la prima opzione. Insomma, una volta arrivavano le stelle dei top club e invece adesso arrivano quelli che all’estero trovano poco spazio".
Un'opinione piuttosto critica quella di Mauro, che ritiene l'operazione Ramos un indice del livello sempre più basso della Serie A, con Club come i rossoneri che puntano ormai a giocatori che non trovano spazio altrove e non più ai grandi campioni già affermati.
Il gioco di Amorim può essere un pericolo
L'ex calciatore si è poi soffermato sul neo allenatore rossonero, esponendo i propri dubbi riguardo la compatibilità del suo stile di gioco con un campionato come quello italiano:"Poi c’è il nuovo allenatore Amorim, che ha una filosofia molto offensiva e orientata al bel gioco: un po’ un pericolo in Italia se non hai i giocatori giusti".
La retorica che vede come impossibile il bel gioco in Serie A, però, è da superare: l'allenatore portoghese proverà a portare il proprio stile di gioco anche al Milan senza troppa paura o pregiudizi, inutile applicare ulteriore pressione sulle spalle del portoghese. Del resto, Cardinale lo ha scelto, tra gli altri motivi, proprio per questo: l'obiettivo è rivedere un Milan che si diverte in campo e che fa divertire i tifosi, coniugando il bel gioco con le vittorie e di successi. Un connubio che Amorim ha dimostrato esser possibile nella sua esperienza allo Sporting, dove ha dominato in lungo e in largo rimanendo fedele ai propri principi.
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