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INTERVISTE

Kjaer: “Milan, sogno lo Scudetto. Rinnovo? Vorrei restare qui a lungo”

L'intervista di Simon Kjaer (difensore AC Milan) al 'Corriere della Sera' | Milan News (Getty Images)

Simon Kjaer, difensore centrale del Milan, ha rilasciato una bella e lunga intervista ai microfoni del 'Corriere della Sera' oggi in edicola

Daniele Triolo

Simon Kjaer, difensore del Milan, ha rilasciato una bella e lunga intervista in esclusiva ai microfoni del 'Corriere della Sera' oggi in edicola. Queste le dichiarazioni integrali del centrale danese.

Kjaer sul salvataggio in campo dell'amico Christian Eriksen alla gara d'esordio negli Europei: «Non sono un eroe. Ho fatto solo quello che dovevo fare, senza pensarci, come avrebbe fatto chiunque altro».

Kjaer sui ricordi che ha di quel giorno: «Prima la festa, poi il silenzio. Era un giorno storico per tutti noi danesi, la prima partita dell’Europeo, in casa nostra. Poi è successo quello che è successo. Ho avuto la prontezza di restare lucido, come tutti i miei compagni. È stato un lavoro di squadra, avremmo fatto ovviamente lo stesso se fosse stato un avversario. Tutto qua. L’unica cosa che conta è che Christian ora stia bene. Solo quello è importante».

Kjaer su come ha agito nell'occasione con il sangue freddo: «L’ho fatto senza riflettere. L’istinto mi guidava e ho fatto quello che dovevo, automaticamente. Era la prima volta che mi succedeva, spero sia anche l’ultima».

Kjaer sul fatto che i giocatori dovrebbero imparare le tecniche di rianimazione: «Certamente. Spero che quell’immagine abbia sensibilizzato sul tema. I medici sono stati bravissimi, sono intervenuti subito, ma di sicuro sapere cosa fare in certi momenti è fondamentale. Può salvare una vita».

Kjaer sui tifosi del Milan che lo vogliono capitano rossonero: «Un capitano ce l’abbiamo già e si chiama Romagnoli. Fra noi c’è grande sintonia e sportività. Non m’interessa la fascia. Io do il massimo sempre e comunque».

Kjaer sul Milan che sarà in questa stagione 2021-2022: «La continuità ci sarà d’aiuto, ma stiamo lavorando per crescere ulteriormente. Siamo diventati più imprevedibili, più difficili da affrontare».

Kjaer sul Milan senza Gianluigi Donnarumma e Hakan Calhanoglu: «Sì, ma con Olivier Giroud davanti ci siamo rinforzati, è un grande attaccante. Ha esperienza, fame, sa fare gol. Anche in Champions League sarà utile».

Kjaer sull'obiettivo Scudetto per il Milan: «Una squadra come il Milan ha il dovere di puntare al massimo. Solo così si cresce. Io non ho mai vinto un campionato e mi piacerebbe riuscirci col Milan. Sarebbe un sogno. Ma ci sono anche gli altri. La concorrenza è forte. Davanti a tutti vedo Inter e Juventus».

Kjaer sull'importanza di Zlatan Ibrahimovic per i rossoneri: «Lui cambia le squadre da solo. Tutti insieme abbiamo iniziato un percorso. Ma non è ancora finita, ora serve un altro step».

Kjaer su Fikayo Tomori: «È migliorato molto, tatticamente e come personalità. Ora deve imparare l’italiano».

Kjaer su Mike Maignan: «Mi ha colpito. È un grande portiere, vedrete».

Kjaer su mister Stefano Pioli che è lo ha definito 'giocatore di intelligenza rara': «Forse intende che sono vecchio. Scherzi a parte, è grazie al mister se siamo cresciuti tanto. È un grande allenatore. Il suo lavoro è sotto gli occhi di tutti».

Kjaer su Paolo Maldini: «Un mito. Soprattutto per chi come me fa il difensore ed è cresciuto ammirandolo».

Kjaer sul rinnovo del contratto in scadenza con il Milan: «Per me non è un problema. Io qui sto benissimo e vorrei restare ancora a lungo. Il Milan era un sogno e l’ho realizzato. Ora ci parleremo».

Kjaer sulla sintonia che regna all'interno del Milan: «È così. C’è armonia, unità. Ma soprattutto c’è voglia di lavorare. Perché senza lavoro, non si migliora».

Kjaer sull'aiuto che ottiene dai più giovani per l'utilizzo dei social: «A loro viene facile. Non mi piace mettere in pubblico le mie cose. Capisco l’importanza dei social nel 2021, ma non li amo».

Kjaer sull'Italia campione d'Europa: «Ho fatto il tifo per voi. Una vittoria meritata che darà visibilità alla Serie A, che non è più il campionato difensivo di un tempo. E la Nazionale l’ha dimostrato».

Kjaer su quanto sta succedendo ora in Afghanistan: «Impossibile restare indifferenti, non si può fare finta di nulla. Credo che come cittadini del mondo abbiamo il dovere di aiutare sempre chi sta peggio. E batterci per ciò che è giusto. Come per quanto riguarda i cambiamenti climatici. Anche lì serve una mentalità nuova».

Kjaer sulla battaglia che sta combattendo Ivan Gazidis: «Lui sa che è sempre nei nostri pensieri. Come dicevo prima, il Milan ora è una famiglia. La sua battaglia è la nostra battaglia». Nome nuovo per l'attacco del Milan: interesse per Pellegri del Monaco. Le ultime

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