L'ex terzino brasiliano analizza il nuovo Milan a La Gazzetta dello Sport: fiducia in Rúben Amorim e nei nuovi acquisti, ma serve il DNA vincente
- Milano
Milan, la stagione all'orizzonte: Amorim ha gli uomini giusti?
In un'intervista esclusiva concessa a La Gazzetta dello Sport, lo storico difensore brasiliano Serginho ha analizzato le prospettive del Milan di Rúben Amorim nella lotta per lo Scudetto. L'ex terzino rossonero, indimenticato protagonista a Milanello per quasi un decennio, ha tracciato una griglia di partenza per la nuova Serie A, mettendo a confronto il valore della rosa del Diavolo targata RedBird con le dirette concorrenti Inter e Napoli, e sottolineando l'importanza dell'inserimento dei nuovi acquisti per ritrovare la mentalità vincente.
La griglia Scudetto del Concorde: "Milan un pelo indietro rispetto a Inter e Napoli"
Serginho, classe 1971, ha vestito la maglia rossonera per nove stagioni consecutive tra il 1999 e il 2008, collezionando ben 8 trofei nel glorioso ciclo ancelottiano: uno Scudetto, una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana, ma soprattutto due Champions League, due Supercoppe Europee e una Coppa del Mondo per Club. Soprannominato il "Concorde" per le sue memorabili falcate sulla corsia sinistra, l'ex fuoriclasse brasiliano ha espresso un giudizio molto lucido sul posizionamento iniziale dei rossoneri: "Il Milan è un pelo indietro rispetto all’Inter e al Napoli, che lo scorso anno sono arrivate diversi punti più avanti, ma i rossoneri hanno tutte le possibilità di vincere il campionato".
Il fattore Amorim e l'impatto dei nuovi acquisti sul gruppo
Secondo l'analisi di Serginho, la spinta decisiva per colmare il gap con le rivali potrebbe arrivare proprio dalla panchina e dal mercato estivo. L'ex difensore si è detto fiducioso sulla bontà del nuovo progetto tecnico: "Lo staff composto da Amorim e dai suoi uomini vuole dimostrare di valere e in più ci sono i nuovi acquisti che hanno le qualità per inserirsi in tempi brevi in questo gruppo". La fame di rivalsa del tecnico portoghese e l'adattamento rapido dei nuovi innesti nello scacchiere tattico del 3-4-2-1 rappresentano le chiavi per scardinare le certezze delle avversarie fin dalle prime giornate.Scarica la nuova app Pianeta Milan
Le incognite dei rientri e l'obbligo di assimilare il DNA Milan
Nelle battute finali del suo intervento, il brasiliano ha evidenziato quali potrebbero essere gli elementi di incertezza e, al contempo, le risorse inaspettate per la stagione alle porte. "Resta da valutare l’apporto che possono dare i calciatori rientrati dai prestiti, ma il Milan secondo me è una squadra che ha tutto per essere protagonista e per lottare fino alla fine per il titolo", ha concluso Serginho. La chiosa finale è un richiamo alla storia e alla cultura calcistica di Via Aldo Rossi: per puntare al massimo, è fondamentale che i volti nuovi assimilino in fretta il DNA milanista, una mentalità storicamente votata alla vittoria sia nei confini nazionali che sui grandi palcoscenici europei.© RIPRODUZIONE RISERVATA
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