David Manica, architetto che ha presentato il progetto del Generali Stadium, ha voluto rilasciare alcune dichiarazioni ai microfoni di SKySport parlando di quello che sarà il nuovo impianto
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Il nuovo Generali Stadium prende sempre più forma. Il progetto del futuro impianto che ospiterà Milan e Inter a partire dalla stagione 2031-32 è stato presentata da David Manica, architetto che ha lavorato alla sua realizzazione insieme a Norman Foster.
Milan, le parole di Manica
Intervistato dai microfoni di Sky Sport Insider, Manica ha voluto raccontare la filosofia alla base della nuova struttura, soffermandosi in particolare sull'esperienza dei tifosi, sull'atmosfera e sulla volontà di preservare l'identità di San Siro. L'architetto ha voluto ringraziare innanzitutto le due proprietà per il lavoro svolto:“Voglio partire ringraziando RedBird e Oaktree, perché senza la loro collaborazione non saremmo arrivati a questo punto. Con Lord Norman Foster avevamo già lavorato insieme più di vent’anni fa ed è un piacere ritrovarsi nuovamente. A questo progetto stanno contribuendo oltre cento persone. Dopo tanti anni trascorsi a progettare stadi, è una grande soddisfazione lavorare a una struttura che possa conservare lo stesso spirito dell’impianto attuale”.
Uno degli obiettivi principali del progetto è proprio quello di mantenere vivo il legame emotivo con San Siro, senza rinunciare ad un'esperienza moderna e molto funzionale:
“La cosa fondamentale è che San Siro rappresenta un sentimento, qualcosa che va ben oltre il semplice stadio. Abbiamo cercato di rispettare questa identità e la passione che la caratterizza. L’architettura deve essere uno strumento per garantire un’esperienza all’altezza delle aspettative. Per questo abbiamo avvicinato il più possibile i seggiolini al terreno di gioco, dando agli spettatori la sensazione di essere quasi sull’erba. Inoltre, tutti potranno godere di una visuale libera da ostacoli”.
Particolare attenzione è stata riservata alle due curve, considerate da Manica il vero cuore del futuro impianto. L'intenzione è infatti quella di ricreare un'atmosfera coinvolgente, avvicinando i tifosi al terreno di gioco:
“Sarà uno stadio più verticale rispetto a molti altri già esistenti, una scelta precisa del progetto. Grande attenzione è stata riservata anche al comfort e all’accessibilità, con la possibilità di offrire postazioni adeguate al maggior numero possibile di persone. Le due curve rappresentano l’anima del progetto e sono uno degli elementi che lo renderanno differente dagli altri stadi. Le abbiamo immaginate come due grandi muri di persone, con la prima fila ancora più vicina al campo rispetto a quella attuale. Questo permetterà di migliorare sia la partecipazione dei tifosi sia l’atmosfera durante le partite”.
Anche l'acustica avrà un ruolo molto fondamentale: il progetto prevede, infatti, una copertura studiata per trattenere ed amplificare il rumore prodotto dai tifosi presenti all'interno dell'impianto:
“Il rumore è uno degli aspetti che abbiamo voluto preservare maggiormente. Abbiamo previsto un tetto che contribuirà a trattenere e amplificare i suoni, permettendo all’energia del pubblico di crescere ulteriormente. Ma non si tratta soltanto di atmosfera: vogliamo creare un luogo speciale, capace di offrire tante opportunità diverse per vivere la partita”.
Oltre il calcio
Il nuovo stadio non sarà destinato esclusivamente alle partite delle due squadre milanesi. La struttura è stata pensata anche per ospitare dei concerti, delle manifestazioni sportive internazionali ed eventi di natura diversa anche grazie agli spazi dedicati all'hospitality:“Il design finale dovrà trasmettere energia in ogni suo elemento. Ci saranno ampie aree dedicate all’hospitality e andare allo stadio dovrà diventare un’esperienza confortevole. È una struttura estremamente flessibile, che potrà accogliere numerosi eventi: dal football americano ai grandi concerti. Sarà una risorsa importante per Milano e per l’intero Paese. Tuttavia, il calcio rimane al centro di tutto: è il nostro primo obiettivo e credo che questo possa diventare uno dei progetti più straordinari” “Da architetto ho riflettuto a lungo su ciò che accade nel giorno della partita, su quello che faranno i tifosi quando arriveranno e sulle sensazioni che proveranno. Il mio desiderio è che il nuovo impianto riesca a essere ancora più San Siro di quanto lo sia quello attuale”.
In chiusura, l'architetto ha voluto parlare dell'ambizione internazionale del nuovo impianto e dell'attenzione riservata alla sostenibilità: l'obiettivo infatti è realizzare una struttura all'avanguardia capace di distinguersi per qualità architettonica, comfort e caratteristiche acustiche, proprio come San Siro:
“Ritengo che sarà un progetto superiore sotto diversi punti di vista. Abbiamo studiato le tendenze più recenti nella costruzione degli stadi e cercato di raccogliere le soluzioni migliori, dalle caratteristiche delle sedute fino alla qualità acustica. L’obiettivo è realizzare una struttura ai vertici mondiali, con alcuni elementi che potranno distinguersi nettamente rispetto agli altri impianti. Negli Stati Uniti, per esempio, si sta andando verso stadi di dimensioni più contenute, mentre questo sarà uno dei più grandi tra quelli che verranno costruiti nei prossimi anni. È qualcosa di davvero importante”.
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