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Di Canio critico: “In Italia c’è chi si esalta per Leão e Lukaku, mentre aspettiamo Lewandowski a 38 anni”

Paolo Di Canio a 'La Repubblica'
In un'intervista concessa a 'La Repubblica', Paolo Di Canio ha parlato dei problemi del calcio italiano rispetto agli altri paesi
Redazione

Nell'edizione odierna de 'La Repubblica' è presente un'intervista all'ex calciatore e ora opinionista televisivo Paolo Di Canio che si è soffermato ad analizzare i problemi del calcio italiano, molto indietro rispetto a un campionato come la Premier League.

In particolare, l'ex attaccante della Lazio fa notare che in Italia ci si esalta per campioni sulla via del tramonto o per giocatori come Leão e Lukaku:


«Se sono tecnici, forti e veloci, costano troppo. E finiscono in Premier League, che racconto nel mio Premier Special, che tornerà su Sky venerdì 8 maggio. Poi ci sono i giganti nazionali, come Psg e Bayern, che ha speso 100 milioni per Kane trentenne. Da noi c’è chi si esalta per Lukaku e Leão, con tutto il rispetto. E aspettiamo Lewandowski, a 38 anni».

Però con Luka Modric ha funzionato ... Ecco la risposta di Paolo Di Canio:

«Prima di lui c’erano stati Ribéry e Ronaldo. Mi ricorda quando i calciatori di Serie C, dopo il ritiro, venivano a giocare al Bar Corallo, al Quarticciolo, il mio quartiere a Roma. Li vedevamo e dicevamo: “Ammazza che forte, oh!”. Ma è l’inizio della fine. Negli anni Novanta i Palloni d’Oro si vincevano giocando in Serie A. Siamo scivolati fuori dal grande calcio».