L'ex difensore rossonero, Alessandro Nesta, ha analizzato il crollo del Milan nel finale dell'ultima stagione su 'La Gazzetta dello Sport' oggi in edicola: dalle colpe di Massimiliano Allegri al ruolo di Zlatan Ibrahimovic e i colpi di mercato
Il verdetto dell'ultima giornata di campionato, che ha visto il Milan fallire il traguardo della Champions League, ha aperto una profonda fase di riflessione nell'ambiente rossonero. A tracciare una rotta chiara e senza peli sulla lingua è una leggenda del club, Alessandro Nesta. Intervenuto sulle pagine de La Gazzetta dello Sport, l'ex difensore ha analizzato il momento buio del Diavolo, indicando errori strutturali e soluzioni immediate.
Flop Milan, c'è un momento della stagione in cui è crollato tutto: l'analisi della Gazzetta
Il focus di Nesta si sposta subito dalle responsabilità di campo a quelle dei quadri dirigenziali. Pur non esentando la squadra da colpe, l'ex numero 13 individua il vero fulcro del problema nella gestione societaria: Max Allegri ha responsabilità, come ce l’hanno tutti i giocatori. Ma il vero problema del Milan è stata la grande confusione interna al club
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Ristrutturazione e organigramma: la ricetta per ripartire
Nonostante la mancata qualificazione all'Europa che conta, Nesta si dice fortemente ottimista sul futuro, a patto che vengano ridefiniti con precisione i ruoli e i compiti all'interno di Casa Milan. Secondo la sua visione, la stabilità tecnica ed economica è una diretta conseguenza dell'ordine societario.- Competenze chiare: inserire le persone giuste nel ruolo giusto, assegnando a ognuno compiti e responsabilità precise.
- Gerarchia definita: Ll'ordine all'interno di un top club deve necessariamente calare dall'alto.
- Pianificazione tempestiva: avviare una ristrutturazione immediata per presentarsi al via della stagione con prospettive nitide.
Impossibile non toccare il tema legato a Zlatan Ibrahimovic, sul cui operato da dirigente Nesta preferisce mantenere un profilo di prudente attesa: Ho un buonissimo rapporto con Zlatan ma non posso giudicarlo in qualità di dirigente. È stato un compagno di squadra fortissimo, questo di sicuro
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Identikit sul mercato: la priorità assoluta è il centravanti
Spostando lo sguardo sul rettangolo verde e sulle strategie per l'imminente sessione estiva di calciomercato, Nesta rigetta l'idea di una squadra totalmente da rifare. La base tecnica del Milan viene considerata già competitiva e dotata di ottime potenzialità.
A mancare, però, è il tassello fondamentale per compiere il salto di qualità definitivo: Serve assolutamente un grande centravanti
, dichiara l'ex difensore senza esitazioni. Blindata la retroguardia, Nesta promuove la rosa attuale:
- Un portiere di assoluto affidamento.
- La crescita esponenziale di Pavlovic al centro della difesa.
- Un reparto di centrocampo solido su cui innestare i nuovi acquisti.
La centralità del direttore sportivo e le griglie per la Serie A 2026-2027
Per l'ex campione del mondo, la scelta del prossimo allenatore non può essere un fulmine a ciel sereno, ma deve passare attraverso una figura chiave dell'organigramma sportivo. Il binomio tra scrivania e panchina è l'unico segreto per accorciare i tempi della rinascita.
Tutto deve partire dal direttore sportivo
, conclude Nesta. Con un DS capace, che sceglie un bravo allenatore a suo gusto e insieme definiscono una linea per arrivare ai risultati, possono riuscire a farlo anche in tempi brevi
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Uno scenario che, se implementato correttamente, potrebbe proiettare il Milan ai vertici della prossima Serie A 2026-2027. Nelle prime proiezioni di Nesta, l'Inter resta la squadra da battere e il Napoli una variabile da decifrare, ma il Milan ristrutturato nel modo giusto può arrivare subito secondo
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