L'attore e cantante italiano Matteo Branciamore, tifoso rossonero, attacca la proprietà del Milan sul 'Corriere dello Sport' oggi in edicola: dall'addio di Paolo Maldini agli errori sul mercato, ecco perché la protesta dei tifosi è sacrosanta
Il clima in casa Milan è tutt'altro che sereno e a farsi portavoce del profondo dissenso della piazza è Matteo Branciamore. L'attore e cantante, celebre per il ruolo di Marco Cesaroni e da sempre viscerale sostenitore del Diavolo, ha rilasciato una dura intervista al Corriere dello Sport. Le sue parole fotografano una spaccatura ormai insanabile tra la tifoseria e l'attuale governance societaria.
Flop Milan, c'è un momento della stagione in cui è crollato tutto: l'analisi della Gazzetta
"Il tifoso oggi si sente non rispettato", esordisce Branciamore senza giri di parole. Secondo l'attore, il problema non risiede nei semplici passaggi a vuoto sul terreno di gioco, ma in una tendenza consolidata negli ultimi quattro anni: Tu puoi perdere sul campo o fare stagioni negative, ma la mancanza di rispetto per chi sostiene la squadra è la cosa più grave
.
Il punto di rottura: l'addio di Paolo Maldini e il rebus panchina
L'analisi di Branciamore individua un momento storico ben preciso in cui il progetto tecnico ha smesso di essere credibile. Il licenziamento di una figura identitaria come Paolo Maldini ha rappresentato l'inizio della fine della progettualità rossonera.- Instabilità tecnica: tre o quattro cambi in panchina negli ultimi quattro anni senza una reale visione a lungo termine.
- Perdita di identità: l'allontanamento di Maldini ha privato lo spogliatoio e la piazza del loro punto di riferimento principale.
- Scricchiolii strutturali: da quel momento la fiducia nell'organigramma dirigenziale è crollata verticalmente.
L'instabilità della panchina è una diretta conseguenza di questa assenza di visione: Non si è mai scelto un allenatore per creare una vera progettualità
, sottolinea l'attore.
La "disillusione" e la solidarietà a Diego Abatantuono
Anche io ultimamente mi sono un po' dimesso, ammette Branciamore.
Guardo le partite con meno enfasi, senza il trasporto di una volta. Nell'ultimo anno non abbiamo visto match avvincenti e la fiamma dentro che ti faceva aspettare la domenica si sta spegnendo.
Il crollo stagionale e il caso mercato: "I soldi di Tonali e Reijnders gestiti male"
- La protesta doveva esplodere al momento del licenziamento di Maldini.
- Le plusvalenze generate dalle cessioni eccellenti di Tonali e Reijnders non sono state reinvestite in modo mirato sul terreno di gioco.
- La rincorsa sistematica a scommesse o a parametri zero over 38 non permette di aprire un ciclo vincente.
Cosa serve per ripartire? Progettualità sportiva contro logiche di fondo
A me dei risultati interessa fino a un certo punto se dietro c'è una progettualità, conclude Branciamore.
Il tifoso vuole lottare per lo Scudetto e la Champions. Non è possibile distruggere, ripartire e rifondare ogni anno. Vedo investimenti attorno al Milan come società, ma non vedo investimenti mirati sulla squadra e sul campo.
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