Il commento di Simone Braglia sulla possibilità che Ruben Amorim sia già a rischio del posto dopo le indiscrezioni sulle bocciature di Gerry Cardinale
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La Gazzetta dello Sport ha riportato quello che sarebbe il sentimento di Gerry Cardinale dopo il pareggio del Milan contro il Sassuolo. Sul banco degli imputati ci sarebbe anche il tecnico rossonero Ruben Amorim, oltre che qualche calciatore: per questo nelle ultime ore sono state alimentate le voci di un allenatore a rischio, anche se dal Milan filtrano nette smentite. A commentarle, sulle frequenze di TMW Radio durante la trasmissione Maracanà, anche l'ex portiere Simone Braglia.
Simone Braglia ha detto la sua sulle bocciature di Gerry Cardinale riportate ieri mattina dalla Gazzetta dello Sport: "Giusto dare tempo agli allenatori, basta con questi siluramenti precoci, serve dare tempo. È vero però anche che gli allenatori devono darsi una mossa per trovare il modo per far esprimere al meglio i giocatori, per arrivare al proprio obiettivo. Fabregas e Gasperini sfruttano i giocatori per le qualità naturali che i giocatori hanno. Rischia Amorim? Con gli americani rischia grosso".
Milan, Amorim merita tempo: la responsabilità passa anche da Cardinale
Il percorso di Ruben Amorim sulla panchina del Milan non può essere giudicato soltanto attraverso i risultati delle prime partite. L'allenatore portoghese è chiamato a costruire una nuova identità tattica, introdurre i propri principi di gioco e trovare il giusto equilibrio tra le sue idee e le caratteristiche della rosa. Un processo che richiede lavoro quotidiano, meccanismi da assimilare e una squadra capace di crescere progressivamente.
La questione, però, riguarda anche la società. Gerry Cardinale ha scelto di puntare su Amorim come elemento centrale del nuovo corso rossonero, presentandolo come una figura fondamentale per il progetto. Il proprietario del Milan ha espresso chiaramente l'ambizione di tornare a vincere attraverso un calcio offensivo e propositivo. Proprio per questo, la sfida non riguarda soltanto l'allenatore, ma anche la capacità della proprietà di sostenere nel tempo le scelte compiute.
La pressione sui risultati è inevitabile in un club come il Milan, ma il rischio è che le aspettative immediate finiscano per entrare in contrasto con la costruzione di un progetto duraturo. Se la scelta di Amorim è stata dettata dalla convinzione che il suo calcio possa riportare la squadra ai vertici, diventa fondamentale concedergli le condizioni necessarie per dimostrarlo. Questo significa valutare i progressi sul campo, intervenire dove necessario e mantenere una linea coerente anche nei momenti più complicati.
La proprietà americana, dunque, è chiamata a una responsabilità precisa: non limitarsi a fissare obiettivi ambiziosi, ma creare le condizioni affinché possano essere raggiunti. Dare tempo ad Amorim non significa garantirgli un credito illimitato, né giustificare ogni errore. Significa evitare che ogni difficoltà si trasformi in una nuova rivoluzione, con il rischio di compromettere la continuità tecnica.
Il Milan ha bisogno di risultati, ma anche di stabilità e chiarezza nelle proprie scelte. Cardinale dovrà dimostrare di credere davvero nel progetto avviato, lasciando che il lavoro dell'allenatore venga giudicato su un percorso sufficientemente ampio. Perché, se l'obiettivo è costruire una squadra capace di competere ai massimi livelli, la pazienza non può essere richiesta soltanto ai tifosi: deve partire anche da chi guida il club.
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