La lunga intervista di Gerry Cardinale a 'Class CNBC': le prospettive future, i cambiamenti di cui ha bisogno il Milan e quel mea culpa sul passato

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Milan, il cappello di Gerry Cardinale

Cardinale a Milanello con il cappello: "Make Milan Great Again" | VIDEO PM

In questi giorni, Gerry Cardinale sta rilasciando diverse interviste per spiegare la sua visione sul futuro del Milan: tra le più interessanti c'è senza dubbio quella rilasciata ai microfoni di 'Class CNBC', versione in lingua italiana di 'CNBC Europe', emittente televisiva che si occupa di business e finanza. Nel corso della chiacchierata, il proprietario del club rossonero si è esposto su diversi temi interessanti: dal nuovo stadio al mercato, passando per il rinnovamento di cui ha bisogno il calcio italiano e facendo mea culpa su un errore commesso in passato.

Milan, l'intervista a Gerry Cardinale

"Il progetto del nuovo stadio è iniziato quattro anni fa. Per riportare il Milan dove merita di essere occorre trasformare tutto: a partire dagli eventi passando per l’esperienza dei tifosi, fino alle infrastrutture. San Siro ha una storia incredibile, la rispettiamo, ma bisogna stare al passo con i tempi. Ho girato le migliori competizioni sportive degli Stati Uniti, ma la sensazione che provo quando vedo una partita del Milan a San Siro non l’avevo mai provata nella mia vita. Come americani possiamo portare una nuova visione, ma non possiamo dimenticarci della storia".
L'intervista a Gerry Cardinale, proprietario del Milan

Il rapporto tra sport e intrattenimento

"Sport e intrattenimento sono profondamente legati. I costi della gestione di un club sono aumentati molto negli ultimi anni, per sostenerli è necessario fare cassa con l’intrattenimento. Il nostro obiettivo è colmare il gap economico con la Premier League. Il campionato inglese è nettamente sopra a tutti gli altri campionati europei in termini di soldi e spettacolo".

Sui cambiamenti di cui ha bisogno il calcio italiano

"Il calcio italiano ha bisogno di cambiamento. C’è tanto lavoro da fare. Il Milan deve essere in prima fila per questo rinnovamento. Tante persone hanno paura di cambiare. La stessa cosa sta succedendo a Hollywood. Il nostro modus operandi è innovare gli ecosistemi in cui operiamo: farlo con il Milan è un privilegio".

I motivi del bilancio in rosso

"Siamo noi i padroni della nostra stabilità finanziaria. E’ stata una mia decisione quella di chiudere il bilancio in rosso quest’estate. Dal giorno successivo alla mancata qualificazione in Champions League ho iniziato ad occuparmi in prima persona del club. Vedendo com’è andata negli ultimi quattro anni, ho capito che era il momento di cambiare qualcosa. Non ero pronto per fare tanti cambiamenti in un periodo così breve. Avrei potuto delegare tutto a dei professionisti, ma ho deciso di fare da solo".

Le decisioni di mercato

"Sono stato io a decidere anche sul ricambio dei giocatori. Abbiamo tenuto tanti ottimi calciatori e ne abbiamo acquistati altrettanti. Abbiamo abbassato l’età media della squadra. La realtà è che negli ultimi anni l’inflazione sul costo dei cartellini è aumentata a dismisura, ma se vogliamo giocare per vincere dobbiamo accettarlo".

I miglioramenti dal punto di vista commerciale

"Quando sono arrivato nel 2022, il club incassava circa 280 milioni di euro all’anno dal lato commerciale, ora siamo oltre ai 400 milioni. E credo che possiamo fare ancora meglio di così: il nuovo stadio ci aiuterà in questo".

Sull'esperienza alla guida del Milan

"Sono contento e mi diverto quando vinciamo, ma non stiamo vincendo abbastanza. Guidare il Milan è il lavoro più duro che io abbia mai fatto nella mia vita. Adoro le sfide come queste. Le implicazioni per il successo sono fondamentali. L’effetto a catena di tutto questo è davvero profondo".

Cardinale: "Non permetterò mai più a nessuno di gestire il Milan al posto mio"

"Non permetterò mai più a nessuno di gestire il club al posto mio. Avrò sempre le mani in pasta. Porto un grande valore aggiunto al club. Detto questo, una delle cose di cui mi occupo nella vita è la progettazione organizzativa: costruiremo un organigramma calcistico di livello mondiale. Non è solo una questione di nomi, è una questione di progetto. Ovviamente ho dei nomi in testa".

Sulle competenze acquisite

"Se un anno fa mi avessi detto che avrei speso il mio tempo guardando video, parlando con gli scout e i tecnici sul lato calcistico, sarei stato sorpreso. Sto imparando tanto ultimamente. So come negoziare, so capire se la valutazione di un giocatore è coerente con il suo valore o se stanno provando a fregarmi. Queste sono le cose che determinano il successo nel calcio. Non è molto diverso da ciò che facciamo in RedBird. L’importante è fare tutte queste cose costantemente".

Gli errori da non rifare

"Parlare con il senno di poi è sempre più facile. Se ricominciassi tutto da capo avrei l’esperienza di adesso quattro anni fa. Quando abbiamo acquistato il Milan era reduce dalla vittoria dello scudetto. Pensavo che dal punto di vista calcistico tutto fosse già a posto e mi sono concentrato sul resto. La realtà è che avrei dovuto fare entrambe le cose. Ora ho chiaro ciò di cui ha bisogno il club".

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