Matteo Grandi (fonte foto: www.quattrocolonne-news.it)
Matteo Grandi (fonte foto: www.quattrocolonne-news.it)
La crisi del Milan, tecnica e societaria, continua a tenere banco. Per approfondire il tema, abbiamo intervistato Matteo Grandi, giornalista, blogger, autore radio e tv, vincitore del "TweetAward 2013" come miglior profilo Twitter d'Italia. Ecco le sue parole in esclusiva per Pianeta Milan.Questo è il periodo più difficile della storia del Milan? Forse sì. Ti direi Farina e la serie B, però l’elemento che rende questo periodo più nero è il paradosso di una società che ha dominato il mondo e ora sembra sorda alla logica, all’ambizione e alle prospettive che la contraddistinsero. Manca chiarezza e per il tifoso non c’è cosa peggiore che brancolare nel buio.Come se ne esce? Ci ho pensato e ripensato. Esiste una sola soluzione: la vendita del Milan. Il ciclo di Berlusconi, il suo entusiasmo, la sua voglia di investire e di generare stimoli sono finiti. Ci vogliono capitali nuovi, facce nuove, idee fresche, lungimiranza ed entusiasmo.Berlusconi venderà la società? Spero di sì. Temo di no. Almeno non nell’immediato.Tu lavori nel mondo dello spettacolo. A quale personaggio paragoneresti questo Milan? Per la pochezza dei contenuti ti direi Alessandro Siani. Anzi, no. Il Milan a differenza di Siani fa ridere.E quale, invece, vorresti che fosse? Oggi come oggi ti dico Paolo Brosio, perché per come stiamo messi può salvarci solo la Madonna di Medjugorje.Quale famoso tifoso milanista ti sta più simpatico? Novak Djokovic e Gerry Scotti.E quale più antipatico? Adriano Galliani. Non è una questione di simpatia, è questione di lucidità. Galliani ha fatto il suo tempo, è stato un grande dirigente sportivo, però oggi il calcio è cambiato e occorrono dirigenti al passo con i tempi. Le operazioni fallimentari di Galliani negli ultimi cinque anni superano di gran lunga quelle positive. Il ricambio generazionale è fondamentale anche a livello dirigenziale.Abatantuono, Salvini, Renzi, Signorini e Sara Tommasi ti invitato a casa loro a vedere la partita. Da chi vai? Benedico Sky Go e la guardo in taxi.Prova a consolare i tifosi milanisti… Tranquilli, Niang al Genoa è solo in prestito. L’anno prossimo tornerà a fare panchina da noi...Bonera, Montolivo o Pazzini chi ti ha deluso di più? Bonera è la nostra piaga d’Egitto. Se fosse una difesa immunitaria moriremmo per un raffreddore. La cosa incredibile è che continuano a rinnovargli fiducia e contratti. Montolivo è invece la metafora di questo Milan: forse il centrocampista più sopravvalutato di tutti i tempi, senz’altro il più lento. Eppure in ogni progetto legato al futuro è considerato l’intoccabile, la prima pietra della rifondazione. Be’, una cosa deve essere chiara: se c’è rifondazione non può esserci Montolivo e se c’è Montolivo non può esserci rifondazione. Pazzini invece non mi dispiace: è un buon attaccante. Non è Van Basten, però neppure Dugarry. Come prima punta di riserva al Milan può starci, eccome.Fatti una domanda e datti una risposta. Nell’era degli stadi di proprietà (intesi come elemento funzionale al fatturato) ha senso fare uno stadio da 48.000 posti? No è una cosa ridicola. Insulsa. Giusto ridurre la capienza, però se una squadra come il Milan che ambisce a tornare a essere il Milan non può non prevedere uno stadio nuovo da meno di 60.000 posti. Forse ormai in via Aldo Rossi sono abituati a ragionare in piccolo su tutti i fronti.Andrea Bricchi (Twitter: @andreabricchi77)

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