Mattia Liberali dice no al Milan e sì al Como. Per capire meglio chi è il giovane talento cresciuto nel settore giovanile rossonero, abbiamo intervistato in esclusiva il suo scopritore, Mauro Sala.

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Under 19 Italia-Spagna 2-2 doppietta Liberali

Under 19, Italia-Spagna 2-2: la doppietta di Liberali del Milan | VIDEO

In queste ultime ore si è parlato molto di un possibile ritorno di Mattia Liberali al Milan. Alla fine poi, però, il giocatore ha scelto di andare a Como, nonostante un colloquio personale con Gerry Cardinale. La redazione di PianetaMilan.it ha intervistato uno degli scopritori di Mattia Liberali: Mauro Sala (direttore sportivo de ‘La Dominante’, squadra lombarda dilettantistica quasi centenaria e famosa per essere una fucina di talenti). Ci abbiamo parlato per capire cosa perde il Milan e se le strade, prima o poi, potranno ritrovarsi.

Lei ha visto Liberali sin da bambino, ce lo può descrivere sia tecnicamente che personalmente?

Liberali dice no all' AC Milan

“Era un ragazzino quando stava con noi: sette anni, otto anni. Mentre oggi, ovviamente, lo conosco per sommi capi. Arriva da una famiglia molto tranquilla, che noi conosciamo: anche il fratello gioca da noi. Famiglia a posto, lui è un ragazzo comunque con la testa sulle spalle che si è fatto valere per i valori che ha: non soltanto calcistici, ma credo anche a livello umano. Poi è ovvio che le cose cambiano. Lui ha avuto sempre la prerogativa di arrivare”.

Si aspettava questo boom di Liberali? In quale ruolo esprime al meglio le sue potenzialità

“Beh, allora il Milan l'ha seguito da subito. Quando un club come il Milan segue questi ragazzi è perché comunque ci crede. Queste società lo fanno di mestiere e se non capissero il potenziale sarebbe un problema. Una delle difficoltà di oggi del nostro calcio è sicuramente che, purtroppo, bisognerebbe guardare un po' di più ai nostri giovani e farli crescere. Mentre invece si continua ad andare all'estero. Ma facciamo crescere anche i nostri ragazzi che magari ci danno anche qualche soddisfazione in più! Ruolo? Mattia deve giocare dietro le punte, sulla trequarti”.

Il Milan ha fatto andare via Liberali troppo facilmente?

“Non so le considerazioni che abbiano fatto. Probabilmente, la sua statura non era quella ideale per la società o, forse, fisicamente non era pronto, presumo che possa essere stata questa la motivazione principale Tuttavia, abbiamo visto nel corso degli anni giocatori di 160/165 cm riuscire comunque a diventati dei grandi campioni. Liberali l’ho visto giocare, il ragazzo c'è. Poi se c'è l'interessamento di società come la Juventus, il Torino, l'Inter, il Como ed il Sassuolo (che per diversi motivi hanno sempre un certo blasone) vuol dire che il ragazzo è talentuoso”.

Liberali ha scelto il Como, ma si è parlato anche di un possibile ritorno al Milan. Secondo lei, quale sarebbe stata la squadra migliore per la sua crescita?

“Il Como, anche perché è vicino a casa sua ed è una squadra in crescita. Poi, ovviamente, dipende tutto dai progetti che vengono messi sul piatto dalle società. Lui è andato al Catanzaro per esprimere il suo potenziale. All’inizio era chiuso anche lì, ma poi ha preso piede. Lo score che ha avuto quest’anno è stato davvero positivo. Milan? Visto per come è stato liquidato, credo che sia più giusta una soluzione che porti al Como”.

In molti affermano che il calcio italiano non produce più talenti, ma oggi quanto è difficile lavorare nei settori giovanili?

“Il grosso problema di oggi sono le famiglie. Una volta si poteva giocare a calcio con i ragazzi, interpretando un po’ il ruolo della società. Mentre oggi la società è più complessa, anche perché i genitori sono più influenti sui ragazzi. Poi il settore dilettantistico, con la perdita del tesseramento pluriennale, fa ancora più fatica. Bisogna dargli una mano”.

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