MILAN-BENEVENTO

Milan-Benevento 2-0, Inzaghi: “Abbiamo fatto bene, stiamo crescendo”

Filippo Inzaghi (allenatore Benevento), ex attaccante ed ex allenatore del Milan | AC Milan News (Getty Images)

Filippo Inzaghi, tecnico giallorosso, ha parlato in conferenza stampa al termine di Milan-Benevento, gara della 34^ giornata di Serie A

Enrico Ianuario

Filippo Inzaghi, tecnico giallorosso, ha parlato in conferenza stampa al termine di Milan-Benevento, anticipo serale della 34^ giornata di Serie A svoltosi a 'San Siro'. Queste le dichiarazioni di Inzaghi.

Sconfitti, ma con qualche certezza in più?

"Volevo vedere una squadra in fiducia, che se la giocasse senza aspettare il Milan nella propria area. Prendere gol a freddo è condizionante, ma abbiamo fatto bene e meritavamo di chiudere il primo tempo in pareggio. Fare 15 tiri in porta a San Siro, di cui cinque pericolosi nello specchio, non è da tutti. Abbiamo dato minutaggio a Iago Falque, ci avviciniamo alla sfida di domenica col Cagliari con la mentalità giusta e speriamo di recuperare tutti".

Bene anche Insigne, Montipò protagonista. Manca autostima?

"Ero il primo a sapere che siamo in A, ci sono delle difficoltà che fanno parte del gioco. Non mi sono mai montato la testa. Hai nominato calciatori di qualità, questo conferma che la rosa è competitiva e può mantenere la categoria. Purtroppo chi ha tirato la carretta da tempo ha avuto un calo fisico, gente fondamentale come Letizia è stata assente per tutto il girone di ritorno. Ma ora il Cagliari è l'unico pensiero".

Che ne pensa dell'arbitraggio?

"Ho parlato con l'arbitro e mi ha detto che quello di Ibra non fosse fallo, abbiamo subito penalty contro col Sassuolo in situazione identica. Mi porto a casa i 14 tiri fatti a San Siro, è vero che Montipò è stato bravo ma anche Donnarumma ha dovuto compiere qualche intervento importante. Della direzione lascio parlare voi, io non posso e non voglio concedere alibi a nessuno".

Squadra che tira poco in porta, come mai?

"Ci sono state occasioni in cui è mancato l'ultimo passaggio o la palla è uscita di pochissimo, Donnarumma è stato protagonista e in alcuni episodi non siamo arrivati al gol per una questione di centimetri. Mediamente, a volte, calciamo in porta una quindicina di volte: prima o poi la ruota girerà e riusciremo a vincere. Magari già col Cagliari".

Qual è l'errore da non commettere in futuro?

"Non dobbiamo prendere sempre gol nei primi 20 minuti, ma nel caso di oggi bisogna riconoscere le qualità di un avversario d'altra categoria. Noi lavoriamo per evitare situazioni del genere, ma siamo in serie A e ci sono tanti campioni. Ma prendere gol in avvio poteva essere devastante sul piano morale, invece abbiamo reagito e vuol dire che stiamo crescendo".

Panchina troppo corta?

"Guardare indietro non serve, non potevamo mettere in preventivo determinati infortuni. Iago voleva esserci di più e non è dipeso da lui, Letizia è stato sfortunato, Viola non è stato a disposizione per quasi un anno. E così ho dovuto spremere qualche calciatore, basti vedere Improta. Per fortuna abbiano alternative che ci daranno una mano: Dabo sta crescendo, Caprari riprenderà ad allenarsi a pieno regime, ci sono frecce nell'arco e al completo siamo una squadra competitiva".

Col Cagliari si vince di testa?

"Sì! Ma non abbiamo mai smesso di crederci. I 31 punti non ce li ha regalati nessuno, forse il girone d'andata ci aveva lasciato immaginare una sofferenza minore. Ma è la serie A, è una categoria che conosco troppo bene. Il destino è nelle nostre mani, noi ci crediamo".

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