Domani si gioca il Derby, partita chiave per il Milan e oggi c'è la conferenza del tecnico portoghese con la stampa: scopriamo le idee del tecnico. Le dichiarazioni in diretta

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Milan ed Inter, ecco il video del nuovo Generali Stadium: esterni ed interni

"Scudetto? Per il Milan è sempre l'obiettivo, ma è difficile", usa il realismo Ruben Amorim nella sua conferenza stampa alla vigilia di Milan-Inter, derby in programma domani alle 20:45 a San Siro e valido per la decima giornata della Serie A 2026/27. Spazio anche alle ultime notizie sui calciatori disponibili: Moreira, Gila e Rabiot sono recuperati, ma non c'è ancora la certezza sulla loro titolarità. L'allenatore rossonero ha spiegato benissimo anche il suo progetto, la gestione dei giocatori e il perché dei tanti infortuni stagionali. Passaggi molto significativi anche su Gonçalo Ramos. Rivivi il testuale della conferenza stampa qui sul sito PianetaMilan, grazie al nostro inviato a Milanello Stefano Bressi.

La conferenza stampa di Amorim pre derby Milan-Inter in diretta | PM Live

Termina qui la conferenza stampa.

Se bisogna migliorare dopo il 60' quando invece loro vanno meglio e come ha visto la squadra: "Ho percepito i giocatori con la mentalità giusta. Erano molto arrabbiati e dispiaciuti, anche io. Il giorno dopo è difficile. Oggi abbiamo cambiato e ci siamo concentrati sulla partita di domani e cosa fare. Ci siamo allenati solo sulla parte tattica. La mentalità è giusta. Poi in alcune partite abbiamo iniziato male e finito bene, come con la Lazio, poi con l'Atalanta abbiamo avuto 60 minuti ottimi e poi un calo. Dipende dal momento. Bisogna essere più costanti. Poi è chiaro, non abbiamo la loro maturità. Anche per il modo di giocare, loro mettono tanti palloni in area nei minuti finali, con tanti attaccanti. Sovrasta gli avversari verso la fine. Noi non siamo gli stessi. Giochiamo in modo diverso. A volte è tattico, a volte tecnico. Dobbiamo essere continui. In stagione varie facce, a volte iniziamo bene e finiamo male e viceversa".

Se questi alti e bassi sono un problema di testa o di condizione: "Penso che sia tutto l'insieme. Dobbiamo avere maturità per gestire partite, momenti. Serve tempo, ma abbiamo avuto tante partite e subentrano gli infortuni. Non ha aiutato il nostro modo di giocare, per cui servono certe qualità. Dobbiamo migliorare i dettagli, dobbiamo allenarci di più. Serve più tempo. Non abbiamo tempo di recuperare, figuriamoci per allenarci. Così abbiamo avuto alcuni problemi. Però sono convinto che saremo una bella squadra".

Se si sono chiesti da cosa arrivano gli infortuni muscolari: "Prima di tutto, quando hai infortuni muscolari non c'entrano i medici, è l'allenatore e il suo modo di allenare. Poi ci sono differenze. Quando è un sovraccarico, a volte devi correre il rischio. Devi anche conoscere lo storico di un calciatore. Cisse ha segnato e poi non ha giocato, vi siete chiesti perché: ha sofferto di pubalgia cronica lo scorso anno, ha avuto un problema grave. Conosco lo storico di ognuno. Poi conta la sfortuna. Quando subisci un colpo al piede, come Saelemaekers, è solo sfortuna, ve lo garantisco. Poi manca un giocatore nelle rotazioni e devi rischiare. Sono felicissimo dei medici, ma è mia responsabilità. Devo gestire i carichi, conoscere il passato... Poi a volte c'è da correre rischi. Alcuni giocatori non sono abituati a giocare partite di fila: Jashari ha giocato 90' per tre partite e non ha avuto problemi, altri con spezzoni hanno avuto problemi".

9 gol nelle ultime 4, da cosa dipende: "Bisogna guardare alle singole partite, ci sono problemi diversi. Con il Bournemouth abbiamo concesso due rigori e un calcio piazzato, evitiamo questi errori. Con il Bologna è stato diverso: di nuovo un calcio piazzato con sfortuna. Poi abbiamo buttato gli ultimi minuti subendo il quarto gol, potevamo ancora recuperare. Dopo il terzo gol è subentrata ansia, siamo stati ansiosi. Abbiamo cambiato ruolo, Pavlovic ha iniziato a correre palla al piede... Bisogna parlarci e sistemare in allenamento. Mancava ancora tanto, c'era possibilità di ribaltare. Bisogna migliorare".

Se secondo lui G. Ramos deve diventare un po' più cattivo e adattarsi: "Mi piace il modo in cui in Italia si stia andando in una giusta direzione. Più velocità, meno falli. Le partite sono più belle. Poi ci sono episodi in cui uno pensa che c'era falla. Poi non parlo di arbitri, ma guardate l'immagine di ciò che è successo a Udine e confrontatela con altre. Non parlerò mai di arbitri, ma credo che capirete ciò che voglio dire. Voglio essere chiaro, ripeto che mi piace questo modo di giocare. Finiscono 5-1, 4-4, 3-3 ed è positivo. Però basta vedere gli episodi di Udine, paragonatelo con altre partite. G. Ramos ha difficoltà a toccare palla, a muoversi. Mettetela in altri partite ciò che è successo e prendete la vostra decisione".

Se si è pentito di aver scelto una rosa corta: "Quando succede, ci pensi. Non controlli alcune cose. Saelemaekers ha subito un infortunio alla fine di una partitella, Chukwueze pure, Moreira ha subito un sovraccarico perché ha giocato di più per sopperire alle loro mancanze. Abbiamo avuto tre giocatori nello stesso ruolo che si sono fatti male. Poi ho cambiato, ho messo Fikayo Tomori come esterno, non l'aveva mai fatto, ha fatto 400m di sprint. Poi alla fine col Bologna ho rischiato perché mi servivano quelle qualità e ha subito un infortunio. Non si può preventivare. Avevo tre giocatori per quel ruolo. O alleni 40 giocatori, ma devi ragionare sui soldi, sul tempo che giocano... Certo che ora sarebbe meglio avere più giocatori, ma bisogna essere razionali. Eravamo d'accordo sul numero di giocatori, ma abbiamo fatto tre partite in una settimana senza molti giocatori".

Se la scintilla per G. Ramos è nato in un Benfica-Sporting 2-2 quando gli ha fatto doppietta contro e se può essere uomo Derby domani: "Sì, può esserlo. Chiaro che ha avuto difficoltà, ce ne ha parlato. Però penso siano più problemi collettivi. Controlliamo bene la partita, ma dobbiamo migliorare vicino alla porta. Passiamo poco tempo negli ultimi 30m. Per questo ha avuto problemi. Mettiamo poca pressione negli ultimi 30m. Miglioreremo, ma ha già dimostrato di poter incidere in ogni partita, cambiando la dinamica di ogni partita. Può essere l'uomo partita domani".

Che idea ha dei nerazzurri e se ha parlato con Chivu: "Lui è simpatico, ci siamo un po' lamentati dell'orario della presentazione, anche perché avevamo giocato il giorno prima, ma lui era più felice di me perché ha vinto. Però siamo felici del nuovo stadio. Per sono una squadra che può giocare a occhi chiusi. Anche se cambiano giocatori, non cambia nulla. Possono giocare anche senza allenarsi. Capiscono il momento della partita, anche se perdono sanno di poter vincere ogni partita. Nasce dalle partite e dai titoli vinti negli ultimi anni. Hanno molto talento, ma anche noi e siamo pronti a lottare. Prepareremo la partita per vincere".

Se invidia qualcosa a Chivu, come il tempo che ha avuto: "Non lo invidio, perché sono nel posto giusto, al Milan e non lì. Non invidio nessuno. Anche per il tipo di persona che sono. Non ho imparato dall'esperienza precedente, perché ho scelto un progetto simile e in una situazione simile: una società che vuole ricostruire con giovani come Cisse, un progetto da zero. L'ho scelto e sono contento. Non sono ingenuo, so che devo vincere. Però ognuno costruisce il proprio percorso, io sono felice. Capisco la domanda. Ci sono mattinate in cui mi sveglio e dico che potevo scegliere un posto con più tranquillità e meno infortuni, ma ho scelto questo e non cambio idea. Farò di tutto per far sì che sia un successo".

Se è d'accordo con Cardinale che lo Scudetto è già possibile e cosa serve sul mercato di gennaio, visto che si investirà: "Per noi lo Scudetto è sempre l'obiettivo, ma abbiamo già perso punti e dobbiamo sistemare alcune cose. Sarà difficile raggiungerlo già quest'anno. Però tutte le competizioni sono aperte e bisogna lottare. L'obiettivo non è pensare troppo in avanti. Questo è compito della società, io devo pensare a come migliorare la squadra di giorno in giorno. Sicuramente abbiamo fatto errori che dobbiamo correggere. Però non bisogna pensare troppo ai punti e agli obiettivi. Se lo facciamo ci dimentichiamo l'importanza della base del progetto. Vogliamo vincere, ma non un anno e per fortuna, ma per più annate. Altrimenti magari vinciamo un anno e l'anno dopo siamo punto e a capo. Quando si lavora al Milan però bisogna sempre puntare lo Scudetto, ma domani abbiamo una partita che in caso di risultato negativo ci allontanerebbe di più dal primo posto. Quindi iniziamo a vincere la prossima per avere tranquillità. Poi il nostro obiettivo è sempre vincere".

Come si recupera l'energia mancata mercoledì: "Dobbiamo trovarla dentro ognuno di noi. Partita e momento speciale. In questi casi non conta se sei stanco, devi performare. Sin dal primo minuto ci era mancata energia, ma non potevamo perdere mercoledì, prendendo due gol in un minuto. Sicuramente vogliamo fare meglio, ci sono dettagli che saranno importanti e di cui ho già parlato. Dall'ultima sosta sono passate tre settimane e non ho avuto tempo per allenare. So che è così per tutti, parlo però di noi. Alcuni dettagli vengono tralasciati perché abbiamo poco tempo. Alcune cose si superano con l'energia, ma su altre cose bisogna lavorare".

Che atmosfera diversa c'è rispetto agli altri derby che ha affrontato e se i rientranti sono pronti dall'inizio: "Sì, sono pronti. Capiremo domani mattina se dall'inizio o no. So che è una città speciale, c'è una rivalità importante. Non si vedono tutti i giorni due squadre della città che condividono l'impianto. Qui è più simile alla cultura portoghese, c'è più responsabilità di dover vincere. I tifosi lo sentono di più. In Inghilterra è più rivalità sportiva, qui è rivalità latina".

Alla fine di Top Gun Maverick vince e assurge alla gloria eterna, ma prima ci sono difficoltà e alti e bassi, se ci si ritrova: "Mi piace la frase. Ho apprezzato tanto il supporto di Cardinale. Chiunque qui ha chiaro che non possiamo creare fondamenta solide senza affrontare difficoltà. Ci vorrà tempo. Vogliamo vincerle tutte ed è chiaro, ci fa male perdere. Però è così, serve tempo per migliorare. Questa è un'analogia che ha senso, non mi dispiace, ma non toglie il dolore che sentiamo. Però bisogna essere chiari, servirà tempo".

Siamo in attesa che inizi, alle ore 14:00, nella sala stampa del centro sportivo rossonero di Milanello, la conferenza stampa dell'allenatore Ruben Amorim alla vigilia del Derby Milan-Inter.

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