Dalla consacrazione, italiana e internazionale al Milan, dove è iniziato un declino che sembra non avere fine. Ecco la storia di Alessio Cerci

IL FLOP ROSSONERO

Alessio Cerci, attaccante del Milan
Alessio Cerci, nella stagione 2014/15 (credits: GETTY Images)

Il Milan di Filippo Inzaghi, una squadra in crisi di risultati e a cui serve un esterno alto di qualità per dare pericolosità al 4-3-3 schierato dall'ex bomber rossonero, sembra il posto ideale per rinascere. Cerci potrebbe recitare la parte dell'eroe che cambia una stagione difficile, ma tra il dire e il fare c'è un abisso. Inzaghi lo impiega con una certa continuità e Cerci gioca 16 partite, ma segna un gol solo, il 4 aprile, nella vittoria esterna sul Palermo. In estate, con nuovo allenatore Sinisa Mihajlovic, cambia anche il suo numero di maglia: l'undici è libero e il buon Alessio lo sceglie per ripartire, ma un cambio di maglia non basta per invertire una carriera che sembra essersi inceppata, anzi la seconda stagione in rossonero è più deludente della prima. Il rapporto col pubblico rossonero si incrina del tutto e i fischi non tardano ad arrivare, come anche la cessione, sempre in prestito, al Genoa.

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