Dalla consacrazione, italiana e internazionale al Milan, dove è iniziato un declino che sembra non avere fine. Ecco la storia di Alessio Cerci

I PRIMI ANNI

Alessio Cerci, qui con la maglia della Fiorentina
Alessio Cerci, qui con la maglia della Fiorentina (credits: GETTY images)

Cresciuto nel settore giovanile della Roma, Cerci inizia a farsi notare nel 2007/08 quando, con la maglia del Pisa guidato da Gian Piero Ventura, chiude la stagione in Serie B con 21 presenze e 10 gol. Quello con "Mister Libidine" sarà un rapporto prolifico per il giocatore del Verona, che con il tecnico genovese scriverà le pagine più importanti della carriera. L'anno successivo passa, sempre in prestito all'Atalanta, con cui, in 13 partite, non segna nemmeno un gol. Nel 2009/10 torna alla Roma, proprietaria del suo cartellino, ma in giallorosso fatica a imporsi. Per lui, alla fine ci saranno 19 presenze e 3 reti, tutte in Europa League, dove Claudio Ranieri gli concede più spazio. Inevitabile, a questo punto, l'addio e la nuova tappa si chiama Firenze. In viola, in due stagioni difficili per il rapporto con i tifosi, riesce a fare cose buone, tanto da sembrare vicino al Manchester City di Roberto Mancini. In due anni colleziona 47 presenze e 12 gol, un buon bottino per un ragazzo giovane e di talento.

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